Il Tirreno

Traslocano i 40.000 libri confinati in via Corsini

di Manolo Morandini
La biblioteca di via Corsini
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La biblioteca di via Corsini

Cecina: l’operazione consentirà di riattivare il prestito dopo la chiusura dell’edificio. Due settimane per svuotare l’immobile chiuso per i possibili rischi per la salute

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CECINA. C’è il colpo d’ala. Si scuote la polvere dai 40.000 libri confinati sugli scaffali della biblioteca comunale di via Corsini. E nell’arco di due settimane dovrebbe essere attivato il prestito di quel patrimonio culturale sepolto dal 10 luglio scorso. Questo l’impegno della giunta Lippi. Una soluzione improvvisa. Fuori gioco le preoccupazioni dei dipendenti che da alcune settimane si rifiutavano, legittimamente, di mettere piede in quelle sale che l’Azienda sanitaria ha definito : “Un potenziale pericolo per la salute di coloro che li frequentano”.

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Il caso. Dall’ordinanza di chiusura dello scorso 10 luglio nessuno si è preoccupato di togliere la polvere che ha continuato a depositarsi sui libri. Umidità elevata, proliferazione di muffe e anche la presenza di cromo esavalente idrosolubile nelle aree delle pareti interessate dalle infiltrazioni. Questo il quadro della situazione igienico sanitaria dell’edificio di via Corsini, inaugurato nel dicembre 2001. A certificarlo è l’Asl 6 di Livorno sulla scorta dei risultati delle misurazioni e dei campionamenti chiesti dal sindaco Samuele Lippi.

Lo stop al prestito. C’è il rischio per chi lavora e frequenta la biblioteca di infezioni alle vie respiratorie, asma e allergie in maniera maggiore rispetto a chi vive e frequenta ambienti in condizioni igienicamente ottimali. Anche se i tecnici e i medici dell’Azienda sanitaria escludono effetti sulla salute di chi ha frequentato i locali poiché il cromo esavalente, che è tossico per ingestione, assorbimento dermico e inalazione, sarebbe concentrato sulle pareti interessate dalle infiltrazioni di umidità.

Tuttavia, con il crescere della polvere i dipendenti hanno manifestato dubbi sulla sicurezza di rientare in quei locali. Da qui la disposizione della dirigente Beatrice Gori a fine ottobre di interrompere il prestito. Un meccanismo che richiedeva un’attesa anche di una settimana prima di ritirare il libro nella sede di via Ambrogi. Si sarebbe dovuto tenere un incontro con l’Asl, il medico del lavoro e i rappresentanti sindacali per sciogliere il nodo. Ma la soluzione messa in campo lo ha reso superato.

La soluzione. Al tavolo il sindaco Samuelel Lippi e l’assessore alla Cultura Giovanni Salvini illustrano i passi che nell’arco di due settimane consentiranno di ridurre i disagi e restituire il libri confinati in via Corsini ai lettori. «Nella sede di via Landi abbiamo dei locali vuoti in cui trasferiremo il patrimonio librario della biblioteca – dice Lippi –. Entro due settimane l’operazione sarà conclusa e potremo riattivare il prestito».

Il lettore al personale in via Ambrogi formulerà la richiesta e nell’arco di uno o due giorni potrà ritirare il volume. «Dalla prossima settimana inizieranno le pulizie dei locali in via Corsini e dei libri, poi sarà la volta del trasloco – dice il sindaco –. L’Asl non ha fatto sconti nella sua relazione ma in quel documento sono anche esclusi pericoli per la salute». Una posizione confortata anche dal medico del lavoro Giancarlo Orzati che si occupa di seguire i dipendenti comunali.

La prospettiva. In via Ambrogi negli spazi liberati dagli sportelli al cittadino saranno allestite altre aule studio mentre al primo piano a breve sarà collocato il patrimonio dell’Archivio storico. «Entro fine anno approveremo il bilancio di previsione 2016 in cui inseriremo la spesa per la bonifica». Oltre a rimediare all'umidità che sale dal pavimento e penetra dai soffitti. La cifra è ancora da determinare.

«L’intervento sarà realizzato all’inizio del nuovo anno e nell’eventualità che riusciremo a spuntare il finanziamento europeo legato al Progetto di innovazione urbana (Piu) per il villaggio scolastico potremo recuperare la spesa sostenuta per la biblioteca», sostiene il sindaco Lippi. Che conclude: «In prospettiva vorremmo specializzare gli spazi di via Ambrogi per i bambini e i ragazzi e quelli di via Corsini per la fascia più adulta, a partire dagli studenti delle scuole superiori».

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