La manifestazione
UNA SFIDA DI CIVILTÀ È STATA VINTA
di ANDREA ROCCHI Un popolo senza teatro è un popolo morto, scriveva Federico Garcia Lorca. E non importa che il teatro si chiami La Scala, Petruzzelli o La Fenice. Che in platea non ci siano mille...
di ANDREA ROCCHI
Un popolo senza teatro è un popolo morto, scriveva Federico Garcia Lorca. E non importa che il teatro si chiami La Scala, Petruzzelli o La Fenice. Che in platea non ci siano mille spettatori ma poco meno di un centinaio. Che non si programmi La Traviata o il Macbeth ma l'operetta e la recita della scuola. Parlano di teatro amatoriale, eppure l'aggettivo per l' Ordigno di Vada rende male la passione e l'impegno di chi lo fa. E rischia di sminuire il senso di appartenenza di una comunità, quella vadese ma più in generale quella del territorio di Rosignano, che sin dal 28 novembre scorso ha fatto sentire forte la propria voce perchè l'Ordigno venisse prontamente riaperto.
Un teatro - lo abbiamo scritto - che è per i vadesi quello che l'agorà era per i greci, una vera e propria piazza dell'incontro e della cultura, non solo un luogo dove assistere a spettacoli, ma anche un centro di condivisione di esperienze, dove indire assemblee, fare musica, mostre, sperimentare forme di democrazia partecipativa. In tanti, centinaia di lettori, hanno risposto all’appello lanciato dal nostro giornale perché l’Ordigno riaprisse. Presto e con date certe. Senza finire invischiato nelle sabbia mobili della burocrazia, delle contabilità di bilancio, dei vincoli dei patti di Stabilità. Comunque un teatro sicuro, a norma e confortevole.
Il repentino provvedimento di chiusura firmato da palazzo civico è suonato come uno schiaffo nei confronti di una comunità che, da anni, attendeva l’intervento di messa in sicurezza. Ma nessuna colpa si può attribuire al funzionario che ha firmato quell’atto nel nome della sicurezza e del rispetto delle leggi. Semmai l’errore è stato adagiarsi su un regime di deroghe, anno dopo anno, rimandando ogni volta lavori diventati indispensabili. Oggi va reso merito all’amministrazione comunale - sospinta da una incisiva campagna popolare per la riapertura - di aver rispettato i tempi e consegnato al territorio un teatro nuovo e moderno. Finalmente. Bentornato Ordigno.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google