Sicurezza
Irregolarità nel bilancio del Comune di Bibbona
I dubbi della Sezione regionale della Corte dei conti sulla gestione di cassa Il sindaco Fedeli: «Mi si rimprovera di utilizzare gli oneri di urbanizzazione»
BIBBONA. Gravi irregolarità. Le rileva la sezione regionale della Corte dei conti nel bilancio del Comune di Bibbona del 2013. “L’ente non ha provveduto ad effettuare in bilancio la corretta e integrale contabilizzazioni delle movimentazioni dei flussi di cassa relativi alle entrate a specifica destinazione”. Al di là del tecnicismo ai giudici contabili non convince come si fa fronte alla spesa corrente. Chiedono misure correttive, entro due mesi. Richiesta che il sindaco Massimo Fedeli respinge al mittente. Nessun dietro front. «Chiudiamo il bilancio in pareggio – dice – e non facciamo anticipi di cassa».
Il primo cittadino di Bibbona non si scompone. «Mi si rimprovera di utilizzare gli oneri di urbanizzazione al titolo primo del bilancio, invece, di mettere nuove tasse a carico dei cittadini – afferma Fedeli –. Ma finché la legge me lo permette, e fino a quando le condizioni ce lo consentiranno, non abbiamo alcuna intenzione di introdurre l’addizionale comunale sull’Irpef, anche perché a pagarla sarebbero sempre le stesse categorie di persone. Siamo rimasti l’unico Comune in provincia di Livorno che non la applica». Che aggiunge: «L’addizionale in termini di bilancio rappresenterebbe un’entrata a carattere strutturale, ma si tratta di una interpretazione che viene data dalla Corte dei conti della Toscana. Continuiamo per la nostra strada».
La materia è spinosa, ma il braccio di ferro è evidente. Il titolo primo delle entrate è quello alimentato dalla riscossione dei tributi, che costituiscono la cosiddetta autonomia finanziaria di un Comune, ovvero la sua capacità di provvedere autonomamente al finanziamento della spesa.
«Mi scrivono tutti gli anni», ammette il sindaco Fedeli che nel 2013 era assessore al Bilancio della giunta Marini. «Non faremo alcuna misura correttiva – dice –, anche se capisco da un punto di vista ragioneristico il rilievo della Corte dei conti». Rilievo che per i giudici contabili si chiama “grave irregolarità”. Ed è ritenuta tale perché potrebbe nel tempo far saltare gli equilibri di bilancio.
Anche dopo il contraddittorio con il Comune la posizione della Corte non è cambiata. La Sezione richiede “che vengano assunti provvedimenti adeguati a garantire una puntuale e affidabile rilevazione delle poste vincolate nell'ambito della gestione di cassa. In assenza di tale corretta gestione, infatti, non solo si determina una rappresentazione non veritiera delle effettive consistenze di cassa, ma soprattutto non vengono alla luce eventuali situazioni di precarietà del bilancio quali quelle che conseguono al ripetuto o costante utilizzo di fondi vincolati per il pagamento di spese correnti. Sintomo, questo, dell’impossibilità di finanziare le spese ordinarie con le risorse destinate alla generalità del bilancio”.
La comunicazione al consiglio comunale è dello scorso 30 ottobre. Mentre la disposizione della Corte dei conti è del 9 ottobre. L’ente dovrà adottare entro 60 giorni le misure correttive. Ed è previsto che siano trasmesse alla Sezione regionale di controllo che le verificherà entro trenta giorni. E se il Comune di Bibbona non provvede, o non supera la verifica, “è preclusa l’attuazione dei programmi di spesa per i quali è stata accertata la mancata copertura o l’insussistenza della relativa sostenibilità finanziaria”.
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