Il Tirreno

Seggio Beach può ripartire dal sì della Sovrintendenza

di Divina Vitale
 Seggio Beach può ripartire dal sì della Sovrintendenza

Castagneto Carducci, via libera per la struttura a servizio della balneazione Doveva entrare in funzione la scorsa estate, poi lo stop per difformità nei progetti

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CASTAGNETO CARDUCCI. Novità per la realizzazione della struttura a servizio della balneazione al Seggio. La società titolare del progetto Seggio Beach dopo vari stop incassa l’autorizzazione paesaggistica della Soprintendenza di Pisa.

La variante al progetto prevede alcune prescrizioni: “dovranno essere campionati in corso d’opera i materiali di rivestimento – si legge nel documento - al fine di abbassare i cromatismi e rendere gli stessi più compatibili con il contesto: inoltre al piano di spiccato (dove sorgerà la struttura e attorno) dovranno essere piantumate specie arbustive autoctone”.

La storia. La struttura doveva già essere operativa per la stagione 2015 ma non tutto è filato liscio. La Soprintendenza aveva chiesto la sospensiva in autotutela e l’amministrazione comunale, con delibera del 31 marzo scorso, aveva annullato l’autorizzazione rilasciata il 20 gennaio 2015. In più anche il Wwf aveva fatto diverse osservazioni in merito alla realizzazione della struttura in una zona a grande tutela ambientale e paesaggistica, visto che nelle dune del Seggio nidifica il fratino.

Il bando. Il bando era stato attuato dalla precedente giunta guidata da Fabio Tinti e dopo una prima gara deserta nel 2012, l’anno successivo fu aggiudicata alla Seggio Beach Snc, con sede in via Vicinale delle Tane 113 a Bibbona, la cui amministratrice è Valentina Castorani. La società aveva incaricato dei lavori in concessione le imprese Castorani Paolo e Arca Land Società, in qualità di legali rappresentanti e direttori tecnici della cooperativa che eseguirà i lavori. Nel frattempo anche il bando era stato rivisto, perché al suo interno conteneva delle inesattezze, applicando, nel nuovo, modifiche sostanziali specie sui tempi di concessione.

L’amministrazione. A bloccare i lavori l’amministrazione comunale perché il progetto definitivo-esecutivo approvato in giunta, a gennaio scorso, non era conforme al preliminare (seppur sempre rispondente ai criteri e alle modalità determinate in sede di gara). Insomma, da un passaggio all’altro il progetto ha subito un grado di modificazione tale da non renderlo più conforme alle autorizzazioni ottenute. Uno scalino superato visto che è giunta l’autorizzazione finale. «La società potrà andare avanti adesso – spiega Moreno Fusi, responsabile ufficio Tecnico del comune –. La società ripartirà con la presentazione del progetto esecutivo in conformità alle autorizzazioni concesse dai vari enti preposti».

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