Il Tirreno

Indagine della polizia sulle aggressioni avvenute in piazza

di Manolo Morandini

Convocato in commissariato il presidente del Comitato Tinti L’ex segretario Pd Costalli ascoltato come vittima di minacce

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CECINA. Convocati in questura per chiarire la portata dei fatti. Prima il presidente del Comitato dei residenti della Ladronaia Alessandro Tinti e a ruota il protagonista dell’episodio di aggressione Filippo Costalli, ex segretario del Pd locale. L’obiettivo della polizia è capire, acquisire elementi utili per inquadrare l’accaduto. L’episodio lo racconta il presidente del Comitato. «Un fatto agghiacciante quello accaduto a Costalli. Verso le 18.30 passeggiava con il cane quando in piazza Iori è stato accerchiato da alcuni balordi – dice Tinti –. Gli hanno chiesto dei soldi con insistenza. Ha provato a sottrarsi, invitandoli ad allontanarsi. Invece, presi dalla rabbia hanno afferrato il cane, che è di piccola taglia, strappandolo dalle sua mani. Gli hanno detto: “Ora è nostro se non ci dai i soldi o ci compri le birre lo sgozziamo”. A quel punto ha minacciato di chiedere l’intervento della polizia. Ed è bastato che si accingesse a chiamare i soccorsi perché questi individui si dileguassero».

Nell’incontro con il vicequestore Alfredo Alabisio il presidente del Comitato rappresenta lo stato di degrado che da tempo colpisce il quartiere. «Una situazione insostenibile». Ricostruisce gli episodi. E racconta di una piazza che appena cala il sole si trasforma in un luogo inaccessibile. Di minacce, richieste insistenti di soldi da persone ubriache. O di ritorno dal vicino supermercato di trovarsi accerchiati per consegnare le borse della spesa. «La collaborazione con le forze dell’ordine è massima e le ringraziamo. La scossa data al tappeto ha risvegliato l’attenzione». Parla in metafora Alessandro Tinti, dopo aver messo in luce il livello di degrado nel quartiere che dopo le notti di baldoria al mattino è invaso da rifiuti, cocci e sporcizia ovunque. Con panchine che al bisogno si trasformano in letto. Alberi e siepi utilizzati come nascondigli.

Dal pomeriggio alla sera la schiera di chi bivacca in piazza e nelle vicine traverse si infoltisce. Si tratta di extracomunitari. Circolano birre e vino. Ma anche droga. «Un’amministrazione non può attivarsi per l’intervento di un comitato, deve essere vigile e spero che una volta ristabilità una situazione di normalità non si abbassi la guardia con il rischio che tutto precipiti di nuovo – sostiene Tinti –. Il sindaco Lippi ci ha chiesto di soprassedere dall’idea di presidiare la piazza con un gazebo. Si è impegnato a rafforzare i controlli della polizia municipale anche in collaborazione con le altre forze dell’ordine. Per adesso desistiamo dal nostro progetto, ma se la situazione non dovesse cambiare siamo pronti ad attivarci in prima persona».

Un deterrente annunciato è l’installazione della telecamera in piazza Iori, nell’ambito del progetto sicurezza che il Comune ha stipulato con la Prefettura e la Regione Toscana. Dovrebbe entrare in funzione a gennaio e le immagini saranno a disposizione delle forze dell’ordine.

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