Il Tirreno

Nel cuore di Cecina una piazza terra di nessuno

di Manolo Morandini
Lo sporco in piazza Iori dopo un bivacco notturno
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Lo sporco in piazza Iori dopo un bivacco notturno

Cecina, i residenti del quartiere Ladronaia pronti a organizzare un presidio a oltranza installando un gazebo contro aggressioni e bivacchi. Il presidente del Comitato di quartiere: «La situazione è divenuta insostenibile»

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CECINA. Un’altra notte di baldoria in piazza Iori. E al mattino rifiuti, cocci e sporcizia ovunque. Panchine che al bisogno si trasformano in letto. Alberi e siepi utilizzati come nascondigli. È lo scenario abituale per chi vive nel quartiere Ladronaia. Il panorama di un’intera zona, nata come residenziale a ridosso della sponda sinistra del fiume Cecina.

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«La situazione è divenuta insostenibile», tuona il presidente del Comitato dei residenti Alessandro Tinti. Al punto che ha già in mano la disponbilità di una ventina di uomini disposti ad alternarsi per presidiare la piazza. «Installeremo un gazebo in piazza se ci verrà data l’autorizzazione – spiega –. Non vogliamo atteggiarci a vigilantes, però serve una presenza per arginare il fenomeno ed evitare problemi ben più gravi».

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La misura è colma. «Appena cala la sera la piazza è un luogo inaccessibile – dice Tinti –. Non siamo più padroni a casa nostra. Non lo siamo di portare i bambini ai giardinetti o di uscire se non accentando il rischio di minacce. Infastiditi da chi ti chiede dei soldi ed è ubriaco. O di ritorno dal vicino supermercato nell’attraversare la piazza di trovarsi accerchiati per consegnare le borse della spesa». Il portavoce del Comitato racconta anche di un episodio che ha visto coinvolto l’ex segretario del Pd di Cecina Filippo Costalli, che abita in zona.

«Costalli mi ha telefonato per mettermi al corrente dell’accaduto – dice Tinti –. Un episodio agghiacciante. Verso le 18.30 passeggiava con il cane quando in piazza Iori è stato accerchiato da alcuni balordi. Gli hanno chiesto dei soldi con insistenza. Ha provato a sottrarsi, invitandoli ad allontanarsi. Invece, presi dalla rabbia hanno afferrato il cane, che è di piccola taglia, strappandolo dalle sua mani. Gli hanno detto: “Ora è nostro se non ci dai i soldi o ci compri le birre lo sgozziamo”. A quel punto Costalli ha chiesto l’intervento della polizia. Ed è bastato che si accingesse a chiamare i soccorsi perché questi individui si dileguassero». Un racconto che non è stato possibile verificare con il protagonista, ma di cui Tinti si dichiara «autorizzato a farne il nome».

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Dal pomeriggio alla sera la schiera di chi bivacca in piazza e nelle vicine traverse si infoltisce. Si tratta di extracomunitari. Circolano birre e vino. Ma anche droga. «Qui si fa anche spaccio – sottolinea il signor Alessandro –. Per chiudere il cerchio manca solo la prostituzione». Non vuole essere frainteso Tinti. «Il problema non è il sostare in piazza o usarla come luogo di ritrovo. Ma ubriacarsi, drogarsi, importunare e molestare le persone». Un problema che proveranno ad illustrare anche al Prefetto di Livorno a cui chiederemo un incontro, così come al sindaco Samuele Lippi e ai vertici locali di Carabinieri, polizia e polizia municipale.

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«Ormai sono diventati inavvicinabili, è diventato un ghetto, tra spacciatori, drogati extracomunitari, zingari, manca la prostituzione per essere al top – sottolinea –. Stanno accampati fino a notte fonda, bevano, si drogano e gridano spaccano bottiglie. Rigano le auto in sosta e rubano indisturbati». E conclude il presidente del Comitato Ladronaia: «Pur apprezzando l’impegno delle forze dell’ordine, che devono fare i conti con la mancanza di personale e i tagli alla spesa, chiederemo di installare un gazebo per presidiare a oltranza con cittadini volontari, giorno e notte, il quartiere e la piazza finché il tutto non tornerà alla normalità».

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