Finanza
Ospedale in rete, il caos di 5 documenti diversi
Ok con emendamenti, mancano però 5 Comuni. E domani conferenza dei sindaci Civici, Rc e 5 Stelle all’attacco. Lucibello: «Da Lippi delega in bianco alla Regione»
CECINA. «Trasparenza. Non c'è stata in tutta questa vicenda. La pretendiamo.» Parlano Lucibello Piani, Tovani, Rugo, Belcari. Mancano i 5 Stelle, ma dovrebbero esserci anche loro. Conferenza al bar Ruiu. Tema, la sanità. Obiettivo: i sindaci, Lippi per primo. Scadenza: la conferenza dei sindaci, quella provinciale, convocata per domani a Piombino. Cosa succederà? «Mi auguro che di questo documento si possa discutere», dice Lucibello. «Mi auguro che si possa eleggere un vicepresidente, tra i sindaci del Pd, una figura che possa unire e non dividere e Lippi, finora, ha diviso». Il problema? «Il problema è che si arriva a questo appuntamento con cinque soli consigli comunali che hanno discusso l'atto: Castellina, Riparbella, Guardistallo, Rosignano, Casale (ieri, ndr). Gli altri? Niente».
E Cecina? Non si farà, se non per ultimo. «Venerdì scorso abbiamo fatto la conferenza dei capigruppo - dice Tovani - e io avevo presentato un ordine del giorno per fare il consiglio prima del 18. Gli unici a votare a favore siamo stati io (Cecina Civica) e Gasperini (Insieme per)». Il primo sgarbo istituzionale che i civici leggono è che nel documento delle conferenza zonali si diceva che lo stesso atto andato discusso nei consigli prima del 18. E così non sarà. L'altro aspetto che mettono in evidenza e che ciascun consiglio ha emendato il documento per cui, ad oggi, "ci sono cinque documenti diversi". Quale sarà rappresentativo. Servirà fare una sintesi. Quando si farò la sintesi? Si domandano. Altro aspetto è che l'Elba - fanno notare i civici - si sta staccando dall'Elba e Piombino. Vuole il suo ospedale autonomo. Se l'Elba non ci sta mancano i numeri del decreto Balduzzi per un ospedale di primo livello. «Siamo sotto i 150mila abitanti», dicono Lucibello e Tovani.
Tornano a partare di procedure e contenuti: Lippi - dicono - non è stato trasparente perchè "il 12 marzo presenta un documento all'allora assessore regionale Marroni dove si parla di ospedale in rete". «Documento non condiviso - sostengono gli oppositori (civici, Rc, 5 Stelle), a parte un movimento di mail del giorno prima». Il fatidico atto, che segue quello del 20 gennaio all'Elba (dove si chiede a Porfido, diggì Asl 6, di formalizzare una proposta sull'ospedale unico su tre presidi), è letto come un "blitz", di cui le minoranze, i consigli comunali, i cittadini "sono tenuti all'oscuro". «Un dibattito politico che si è svolto nell'ombra - dice Massimiliano Rugo, civico di Bibbona - non si è messa la minoranza in condizione di verificare gli atti amministrativi». Domani i civici saranno a Piombino. Vogliono che si discuta. Ora. Anche se la legge regionale diventerà operativa a gennaio. Perché il rischio - dicono tutti - è che le decisioni vengano prese da Firenze, sulla testa dei cittadini. E che questi documenti, alla fine, siano solo un po' di fuffa. Oppure - come posterà più tardi Lucibello su Fb - una delega in bianco di Lippi alla Regione.(a.r.)
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