Sicurezza
Nessun intervento torna in vendita l’immobile fantasma
Il tribunale di Livorno fissa la prima udienza a fine gennaio Negata al Comune l’autorizzazione per la messa in sicurezza
CECINA. All’ombra del gioiello incompiuto di Marina di Cecina si apre un nuovo capitolo. Tra i lavori mai terminati, il cantiere dell’ex hotel Lido, in largo Cairoli, resta una vicenda in sospeso. Al pari delle soluzioni per arginare il degrado e i pericoli dovuti all’incuria. A muoversi è il tribunale di Livorno che ha fissato per il 26 gennaio l’udienza con cui verrà individuato il curatore giudiziale a cui affidare l’esecuzione immobiliare dell’edificio.
«Nell’udienza anche il Comune farà richiesta di essere inserito nella procedura pur sapendo che sarà difficile riuscire a recuperare i crediti per l’occupazione del suolo pubblico, gli oneri di urbanizzazione e i tributi – afferma l’assessore al Bilancio di Cecina Federico Cartei –. Nel frattempo, c’è stato negato l’accesso al cantiere, impedendoci di intervenire per il ripristino delle condizioni di sicurezza». Il conto aperto con la Maestrale Srl è di circa 400.000 euro a cui dovranno aggiungersi i 20.000 euro necessari per la messa in sicurezza dell’area di cantiere.
Degrado e pericoli. È la relazione dei vigili del fuoco del 24 agosto scorso a stabilire che cosa deve essere fatto in chiave sicurezza e decoro dell’area. “C’è un forte stato di degrado della recinzione di cantiere, non idonea a interdire l’accesso all’area”. Segnalano la presenza di materiale anche ai piani superiori che non è adeguatamente assicurato. L’accumulo di acqua piovana nei locali seminterrati. E il degrado strutturale dei ponteggi. Un quadro che non lascia spazio alle interpretazioni e obbliga a mettere mano al cantiere. Il Comune c’ha provato con un’ordinanza, ma è caduta nel vuoto. Poi si è rivolto al tribunale di Livorno ma non ha avuto l’autorizzazione ad entrare nel cantiere. L’operazione si farà solo dopo aver nominato il curatore giudiziale.
La causa civile. La proprietà dell’immobile Maestrale Srl ha chiamato in causa il Comune di Cecina. Oggetto del contendere 201.542 euro che l’amministrazione cecinese ha incassato dalla compagnia Alleanza Toro Spa per la fideiussione a garanzia delle obbligazioni assunte con il rilascio del permesso a costruire. Le pretese della società titolare del cantiere si stanno discutendo nelle aule del tribunale di Torino. La polizza era a garanzia di oneri di urbanizzazione non versati e del corrispettivo per la mancata realizzazione dei parcheggi.
La vendita all’asta. L’accordo trovato dalla Maestrale con i creditori sul filo di lana aveva fatto saltare l’acquisto senza incanto dell’immobile a fine 2014, al prezzo di 2,7 milioni di euro, ovvero meno della metà di quanto stimato nel 2013. L’accordo però non è stato onorato e i creditori si sono rivolti di nuovo al tribunale di Livorno per chiedere di riavviare la procedura di esecuzione immobiliare. Resta da capire quali potrebbero essere le mosse della Maestrale Srl. In teoria potrebbe bloccare l’operazione definendo un nuovo accordo con i creditori, ma l’ipotesi dati i trascorsi e tenuto conto del peso dei debiti, ben oltre il valore di 2,7 milioni, sembra aver avviato la vicenda su una strada da cui è difficile tornare indietro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google