Il Tirreno

Il ritmo della vita al Kafarock musica e solidarietà

di Manolo Morandini
Il ritmo della vita al Kafarock musica e solidarietà

Barbara Meini così ricorda il compagno Riccardo Cafarelli Band protagoniste al teatro De Filippo il 14 e 15 novembre

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CECINA. Il suono che si fa voce. Il ritmo vita. E il miracolo si rinnova. Dura due giorni, ma le emozioni vanno oltre. Abbattono il tempo. Rendono i ricordi palpabili. Sul palco per il Kafarock si alternano le band. Quest’anno sono sedici. Ci sono padri e figli. Amici e amici degli amici al concerto organizzato per ricordare Stefano Riccardo Cafarelli, il musicista morto nel 2008 a 46 anni. «La musica ha accompagnato tutta la sua vita, anche i momenti difficili della malattia – dice la compagna Barbara Meini –. Con gli amici conoscevamo il desiderio di Riccardo di essere ricordato con un concerto e quel 12 settembre 2008 abbiamo deciso di organizzarlo a novembre. La scelta del periodo non è stata casuale, il suo compleanno è il 17 novembre. Insomma, non volevamo associare l’evento con una ricorrenza triste, ma con una data che ci ricordasse Riccardo, solo lui. La musica ha accompagnato tutta la sua vita, anche i momenti difficili della malattia».

L’appuntamento è per il 14 e 15 novembre al teatro De Filippo, con il patrocinio del Comune di Cecina. Sabato sera dalle 21 e la domenica a partire dalle 15 sarà una girandola di musica. «Riccardo è stato un grande appassionato di musica, uno di quelli che si è formato nei gusti nel tempo: da ragazzino con i Beatles, poi i Kiss, quindi il rock in tutte le sue espressioni per poi abbracciare in età adulta il blues, non tralasciando altri generi più commerciali come il funky. Il tutto è rappresentato dalla sua collezione di Cd, video di concerti, libri e spartiti». Generi che si ritrovano nel concerto, arrivato all’8ª edizione. «L’evento è completamente autoprodotto, alcuni mettono a disposizione di tutte le band la strumentazione base, altri fanno da supporto sul palco durante le esibizioni per agevolare i cambi tra una band e l'altra, altri si dedicano alle riprese e alle foto, altri alla raccolta di beneficienza». La due giorni ha anche un risvolto solidale. «Poiché Riccardo durante gli anni della malattia sosteneva attivamente l’Associazione italiana contro le leucemie, linfomi e mieloma (Ail) e il reparto ospedaliero che lo seguiva, promuovendo progetti per il miglioramento della qualità di vita dei pazienti come lui durante le terapie, ci siamo sentiti in dovere di proseguire con questo impegno in suo ricordo. Ecco come la musica si è legata da subito a valori quali l'amicizia e la solidarietà». Il Kafarock è tutto questo. Anche il nome della rassegna parla di Riccardo con il suo soprannome. «Grazie alla disponibilità e generosità di Mario Marino, ogni anno i gruppi si esibiscono suonando la batteria che prima era di Riccardo. Ed è proprio la batteria che è divenuta il simbolo della rassegna, raffigurata sulla t-shirt di ciascuna edizione». Che ricordi ha del primo concerto? «Emozionante. È stato l’inizio di un’avventura che si è rinnovata fino ad oggi. All’epoca la voce si è sparsa tra coloro che avevano suonato con Riccardo. È stato incredibile vedere così tante band da Cecina a Livorno, sciolte ormai da anni, che si sono riunite per lui. Molti componenti non suonavano da anni». E conclude: «Il vuoto lasciato è grande, ma l’organizzazione di questo evento, la musica, i ricordi e gli aneddoti raccontati con grande stima e affetto dagli amici che si ritrovano intorno e sul quel palco, quello che riusciamo a donare all’Ail possono in parte alleviare il peso di questo vuoto».

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