Sicurezza
Ospedale in rete, confronto avviato in ogni comune
Cecina, il sindaco Lippi a Tovani: «Basta falsità, anche lei ha votato l’ordine del giorno congiunto in consiglio comunale». Convocata una conferenza urgente dei capigruppo
CECINA. «Basta falsità, è il momento di fare chiarezza!» Esordisce così Samuele Lippi. Carte alla mano, il sindaco di Cecina che è anche presidente della Società della salute e della Conferenza dei sindaci della BvC, replica alle accuse che gli sono piovute addosso nelle ultime settimane (mesi). Lo scontro perenne sulla sanità cecinese arriva al dunque. Sembra uno scontro formale - su date e regolamenti - ma in realtà è una battaglia politica tra le più accese. In discussione il futuro dell’ospedale di Cecina. Dopo le due assemblee ravvicinate, dei comitati civici e del Pd sulla riforma della sanità toscana; a poche ore dal consiglio comunale aperto di Rosignano, Lippi rilancia la sfida.
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Il documento dei sindaci e le date. Lippi prende spunto dall’ultimo intervento di Pamela Tovani (Cecina civica) e rimanda al mittente l’accusa di non voler discutere in un consiglio comunale il documento della Conferenza dei sindaci sull’ospedale in rete. «Il nostro è un percorso condiviso e trasparente», sottolinea. E dice di più: che quel documento la consigliera d’opposizione l’ha votato il 28 aprile scorso. Snocciola date e inviti mail, a dimostrazione che il documento l’hanno votato tutti i sindaci della zona. Non risponde della Val di Cornia, all’opposizione di Parodi (sindaco di Suvereto) «perché non è zona mia», ma si spinge a dire che anche l’Elba è d’accordo sull’ipotesi della rete, che «non è assolutamente l’ospedale unico, ma una proposta per superare il decreto Balduzzi, in modo da mantenere in ogni ospedale le unità operative complesse, e da lì partire per la riorganizzazione futura, ma sempre mantenendo i servizi in ogni presidio».
Il percorso comincia a gennaio 2015. Le accuse di divisioni tra i sindaci, di documenti raffazzonati, di date che non collimano, gliel’hanno lanciate i comitati civici, Lucibello Piani in testa. Il comitato per la sanità pubblica, i referendari. «Il casus belli - dice Lippi - nasce all’inizio dell’anno con le dichiarazioni di Porfido che parla di dividere su Cecina e Piombino ortopedia e materno infantile. Il percorso dei sindaci parte subito, a gennaio 2015: ci siamo riuniti tutti più volte, ci sono le mail di convocazione degli incontri a dimostrarlo, lo stesso Ceccarelli ha detto di non aver firmato perché non era presente alla riunione ma di aver partecipato a tutto il percorso. Il documento è stato modificato, implementato». Parallelamente si apre il confronto con Piombino. «Si fanno due giunte della Società della salute, Cecina e Piombino, l’ultima con Marroni e si definisce l’ospedale in rete su due presidi. Si sta parlando di prima delle elezioni regionali - dice Lippi -: è del 25 marzo il documento della Società della salute, elaborato dalla Conferenza dei sindaci. È un documento d’indirizzo, che non viene approvato, ma nel merito se ne è discusso in consiglio comunale».
«Nella sostanza si è già votato». È il 28 aprile: in consiglio comunale a Cecina, il capogruppo di Forza Italia Paolo Barabino presenta un ordine del giorno che viene votato all’unanimità. «In questo odg - s’accalora il sindaco - si dicono le stesse cose del documento dei sindaci, si condivide formalmente il percorso intrapreso. E viene votato all’unanimità, da tutte le opposizioni, Tovani compresa. Spieghi perché lo ha votato. E anche a Riparbella Lucibello Piani si è astenuto».
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Ultima stesura. Torniamo alle date: l’ultima stesura del documento dei sindaci è del 22 ottobre. I Comitati civici dicono che è stato un escamotage per riparare all’assenza del sindaco di Guardistallo. «Assolutamente no, Ceccarelli lo ha detto chiaro. Il 22 ottobre ci siamo riuniti perché è stata fatta un’ulteriore modifica concordata da tutti i sindaci», ribatte Lippi. L’altra accusa (di Tovani) riguarda il fatto che prima del 18 novembre, giorno in cui si riunirà la conferenza provinciale dei sindaci, i consigli comunali non potranno discutere del documento. Coup de theatre: 1) nella conferenza provinciale, presieduta dal sindaco pentastellato di Livorno Nogarin, non si discuterà il documento dei sindaci sull’ospedale in rete; 2) ogni comune della BVC convocherà un consiglio comunale aperto sulla sanità a partire da quello di oggi a Rosignano per finire il prossimo febbraio a Cecina, alla presenza dell’assessore regionale Saccardi. «Abbiamo preso questa decisione nella conferenza dei capigruppo la settimana scorsa a Rosignano, chiedendo che facciano altrettanto anche i Comuni della Val di Cornia», dice Lippi.
La conferenza provinciale. Politicamente sembra una scappatoia per sfuggire al no di Nogarin (annunciato nell’assemblea dei referendari). Lippi dice invece che la decisione è stata presa perché in base ai regolamenti comunali, invocati proprio dai 5 Stelle, non è stato possibile fare un consiglio comunale aperto congiunto. Ma nel frattempo Cecina potrebbe organizzare un proprio consiglio entro il 18, se lo deciderà la conferenza dei capigruppo che è stata convocata con urgenza per domani, proprio in seguito alle accuse di Tovani. «Ho chiesto - dice Lippi - al presidente Valori di riunire la conferenza per fare chiarezza». Un passaggio in consiglio prima del 18? «Se la conferenza dei capigruppo lo riterrà opportuno per me va benissimo».
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