Sicurezza
Allenamenti grazie ai fanali delle auto
La rabbia del Rugby Rosignano: «Bambini lasciati in un campo senza illuminazione. Il Comune trovi una soluzione»
ROSIGNANO. Allenamenti al buio per i piccoli atleti del rugby Rosignano. Con i genitori, che pur di far proseguire l'attività sportiva ai loro figli, hanno deciso di correre ai ripari. Come? Hanno posizionato le loro auto intorno al campo e hanno acceso i fari abbaglianti, in modo da illuminare il più possibile l'area di gioco.
È successo nel tardo pomeriggio di martedì 10 novembre, durante gli allenamenti degli atleti più piccoli. Bambini da 4 a 8 anni che alle 17.30 sono entrati in campo, sul quale dopo poco è calato il buio. Gli appositi lampioni lungo il perimetro dell'area da gioco hanno funzionato ad intermittenza, fino a spegnersi del tutto. E alcuni degli atleti, bambini al di sotto di 8 anni, hanno anche cominciato ad avere paura. Solo i fanali delle macchine dei genitori hanno permesso ai bimbi di avere una fievole luce sul campo. Evidente che le famiglie dei piccoli sportivi che da mesi chiedono all'amministrazione un campo ad hoc per il rugby Rosignano, adesso sono davvero sul piede di guerra.
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«Il buio di martedì - spiega il comitato Insieme per il rugby Rosignano - è anche quello in cui la società brancola da anni ormai. La situazione è sempre la stessa, cambia la sfumatura ma di base il buio e l'incertezza fanno da padroni». Il comitato spiega che «l'assenza improvvisa dell'illuminazione ha spaventato i piccoli rugbisti ed i più grandi non si sono certo potuti preparare adeguatamente per le gare del fine settimana. I rischi sono molteplici, ma quelli che più preoccupano sono veder svanire l'entusiasmo dei giocatori, e veder aumentare la preoccupazione dei genitori che, nell'incertezza, potrebbero portare i propri figli ad altre società rugbistiche o a decidere di praticare un altro sport».
Il comitato non vuole uno scontro diretto con il Comune, ma certo è stanco di ottenere soltanto promesse. «L'amministrazione comunale da Febbraio interagisce positivamente con i genitori del comitato - spiegano ancora le famiglie - ma ad oggi non abbiamo nessuna certezza. Nonostante l'assessore Licia Montagnani si sia attivata immediatamente per trovare una soluzione, il trasferimento temporaneo in un altro campo non è cosa facile». Tra l’altro il comitato fa presente come una soluzione tampone «può andar bene nell'immediato solo per gli allenamenti. Per la pratica di questo sport c'è bisogno di una struttura dove poter realizzare il terzo tempo e la presenza dei pali in campo è indispensabile per le gare di campionato, gare già in corso e che non possono di certo essere annullate, pena sanzioni e l'esonero definitivo della nostra società dalla federazione». I genitori invocano quindi un progetto definitivo: «il rugby Rosignano non vuol diventare un problema per il Comune, ma vuole essere un porto sicuro per i suoi iscritti».
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