Il Tirreno

SUL CAMBIO DI NOME TROPPI ERRORI

di ALESSIO GIACOPELLI

di ALESSIO GIACOPELLI Il confronto, la dialettica sono sempre ben accetti, così come meritano rispetto tutte le opinioni ancorché diverse. Logica vorrebbe che questo spingesse ad ulteriori stimoli,...

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di ALESSIO GIACOPELLI

Il confronto, la dialettica sono sempre ben accetti, così come meritano rispetto tutte le opinioni ancorché diverse. Logica vorrebbe che questo spingesse ad ulteriori stimoli, approfondimenti, e producesse successivi piani di discussione: un'evoluzione alla riflessione, al chiarimento dei dubbi e un indirizzo meritorio (visto che giunge dalla base) per qualsiasi azione di governo. Il "caso" della proposta del cambiamento del nome a Rosignano Solvay ha l'indubbio merito di riportare a galla sia le questioni poste dai proponenti per un progetto di miglioramento dell'offerta turistico-commerciale nella suggestione di possibili investimenti nel comparto, sia le altre legate ad una possibile inversione del declino della frazione più grande del comune; pur se, è bene ribadirlo, attraverso l'incipit di una semplice operazione estetica.

Gli ultimi interventi pubblicati (Dello Sbarba, Cusmai), tutti di segno contrario al cambiamento, rivelano un'escalation del dibattito, un'azione che solo in parte si poneva l'obiettivo di ribattere le conclusioni del sottoscritto, quanto invece quello di demonizzare la proposta, i proponenti e i sostenitori. Infatti al posto di una valutazione complessiva sul tema, costoro, diversamente dallo strumentale sentimentalismo di alcuni e del servigio di guardianìa fintamente simbolica ma attiva di Cantini e Martino, con le loro elucubrazioni negano persino l'idea stessa dell'esistenza di una discussione, arroccandosi all'esito del sondaggio del giornale. Difendono un simbolo, evidente simulacro di passioni, di nostalgie o di interessi diffusi. Non si tratta quindi solo di "opinioni diverse", bensì di errori concettuali che si ripetono e fanno ricadere i cittadini delle frazioni costiere, in un ciclo quasi dantesco! Non credo che tra chi non vuole cambiare il nome ci siano solo gli schierati e gli appiattiti sulla parola Solvay, tuttavia va osservato che i 509 partecipanti al sondaggio (ammettendo per un attimo che davvero fossero tutti della frazione testata) sono meno del 5% dei voti validi espressi alle amministrative 2014. Quindi tra numeri e numeri c'è un "moloch" di inespressi enorme che meriterebbe almeno una salvifica cautela. Invece si amplifica un errore concettuale che c'è costato e ci sta costando molto caro. Un errore che (presumendo l'attribuzione identitaria al nome della fabbrica come simbolo del riscatto popolare verso una condizione di benessere), alla radice tende a "negare" qualsiasi alternativa non già alla fabbrica ma all'industria. Ma i giovani si meritano risposte e non i rimpianti del passato.

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