Il Tirreno

Inferno via Po stretta, buia e pericolosa

di Andrea Rocchi
Inferno via Po stretta, buia e pericolosa

Nuovo incidente, residenti nella morsa dei tir «Per rientrare a casa rischiamo la vita»

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CECINA. «Come si può pensare di rovinare una campagna per realizzare una strada che non serve? Perché c'è già la 68 che unisce la 206 allo svincolo della Variante. Su via Po oggi transitano una decina di auto al giorno, dopo sarà l'inferno». Parole di Massimo Giani, residente. Siamo a febbraio 2010, l'operazione fa parte delle compensazioni per il nuovo casello autostradale della Tirrenica che da Rosignano si sposta più a sud, tra Vada e Collemezzano. La realizza Sat, su richiesta del Comune di Cecina. Che la vuole perché in previsione di future urbanizzazioni questa strada di collegamento decongestionerebbe il traffico sulla Salaiola, tra l'abitato di Palazzi e l'imbocco della variante. A Collemezzano, però, c'è un gran bolleggiume. Perché la lingua di asfalto andrà a divorarsi un bel pezzo di campagna e perché via Po diventerà, in un batter d'occhio, da stradina a stradone, con tutte le conseguenze che ciò comporta.

Una bretella tra la superstrada e la regionale 206, trafficata da ogni tipo di veicoli, non esclusi mezzi pesanti. Con il rischio sicurezza che si amplifica, non soltanto per la ventina di famiglie che abitano nella zona.

Troppi incidenti, sos velocità. Novembre 2015. Cinque anni dopo le previsioni di quel manipolo di residenti, pronti a riunirsi in un comitato, si sono purtroppo avverate. E non ci voleva certo Nostradamus per intuirlo. Via Po è oggi una strada trafficatissima, occupata da auto e camion a tutte le ore del giorno, con un cronico problema di illuminazione e con un paradosso intrinseco: è una strada comunale realizzata come fosse la bretella di una superstrada. Emanuele Burrafato, che qui ci vive da anni, è chiarissimo: «Il problema è che la strada ufficialmente è comunale, ma di fatto siamo su una tangenziale». E le famiglie che abitano lungo via Po, da poco meno di 5 anni a questa parte, devono convivere con la paura di trovarsi un giorno o l'altro un'auto o un tir dentro casa. Senza che le misure (poche) fin qui intraprese abbiamo dato qualche frutto.

Segnaletica insufficiente. Via Po è pericolosa. Perché è molto trafficata, dicevamo. Perché c'è il limite di 50 km che in pochissimi osservano. Perché la carreggiata è stretta. Perchè la segnaletica - dicono i residenti - è insufficiente. «C'è un cartello col limite dei 50, ma non viene segnalata la curva pericolosa. Si poteva mettere anche qui la segnaletica luminosa che si è posizionata alla Cinquantina».

Abbiamo fatto una prova, ieri a mezzogiorno. Ci siamo fermati da un lato della strada per verificare il transito: in un minuto saranno passati una quindicina di veicoli, su entrambe le carreggiate Significa circa 900 fra auto e camion l'ora. Non male. Pur sprovvisti di un mezzo per rilevare la velocità, possiamo però con scarso margine di errore affermare che la gran parte dei mezzi transitati superava abbondantemente il limite previsto. E poi ci sono le testimonianze dei residenti. Preoccupati. Ancora Burrafato: «Nell'ultimo periodo ci sono stati tre incidenti, di cui due molto gravi. Ogni volta che ci immettiamo verso casa rischiamo di venire travolti. E poi quella semicurva è pericolosa. Due camion in senso opposto faticano a passarci, rischiano di toccarsi con gli specchietti».

Il caso in consiglio comunale. La storia, breve, di via Po è già costellata da diversi incidenti, un bel po' di proteste, qualche intervento ed un'interrogazione in consiglio comunale che risale ormai a quasi due anni fa. La presentò Dario Marzini per Cecina Insieme che aveva raccolto le lamentele di più di una famiglia. Spiega oggi: «Si c'era il problema dell'illuminazione, scarsa. Ma soprattutto quello del traffico e della velocità. Una strada pericolosa». Il consiglio ne ha dibattuto.

Illuminazione carente. Il Comune è corso ai ripari per quanto riguarda l'illuminazione spendendo, fra ciclabile e luci, 112mila euro. Ma i problemi - spiegano i residenti - non sono stati risolti in modo definitivo. Uno, perché dopo l'escalation di furti di cavi di rame "si sono murati i pozzetti e ora non si può più intervenire per riparare i lampioni guasti a meno di smurare i pozzetti". Risultato, l'illuminazione in via Po è a macchia di leopardo.

Due, perché la pista ciclabile e praticamente inutilizzata dal momento che è "mozza" e "insicura". «Sfido a mettersi in sella ad una bici e a muoversi rischiando di essere falciati», ci racconta un residente. C'è chi la ritiene perfino troppo grande, tanto che è possibile (naturalmente vietato) parcheggiarci un'auto. «Non era meglio allargare le carreggiate, allora?».

Insomma, in via Po è tornato il bolleggiume. Sono una ventina di famiglie interessate. Che si lamentano.Ma occhio: «Il pericolo è per tutti. Per chi ci vive ma anche per chi ci transita».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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