Il Tirreno

Un corvo accusa Lucibello Piani

Un corvo accusa Lucibello Piani

Veleni sul suo passato. «Pronto a confrontarmi con chi ci mette la faccia»

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CECINA. Un’alzata di spalle. Tirato in ballo da un corvo, il consigliere comunale di Insieme per cambiare (Ipc) Riparbella Alessandro Vittorio Lucibello Piani taglia corto: «Se qualcuno ci mette la faccia sono pronto a confrontarmi su ciò che mi viene imputato».

Tre le pagine arrivate in redazione. Nell’intestazione c’è più di un destinatario. Ma nessun riferimento alla mano che ha tratteggiato il profilo dell’esponente politico locale. “Sono un cittadino di Riparbella e seguo con attenzione e curiosità le vicende della vita politica e del mio paese”, così si presenta l’anonimo. Certo è che il quadro che dipinge elencando episodi, una sentenza passata in giudicato in sede penale relativa alla sua passata attività di imprenditore agricolo, contenziosi e accuse di altro genere non è dei più edificanti. E non fa mistero di voler gettare un ombra sul privato di chi nell’agone politico è sempre pronto a denunciare i vizi della politica.

Lucibello Piani è in prima linea nel Comitato difesa della sanità pubblica Cecina e Rosignano, nel Comitato No Sat che si oppone alla realizzazione dell’autostrada da Rosignano a Civitavecchia. Impegnato nella raccolta di firme a sostegno del referendum per abrogare la riforma sanitaria della Regione Toscana, introdotta con la legge 28 del 2015. Attento osservatore e commentatore velenoso delle vicende cecinesi, che segue sempre più da vicino. «Una versione di questa lettera è circolata anche all’epoca in cui mi battevo contro il progetto di parco eolico a Riparbella – dice Lucibello Piani –. Anche su Facebook ci sono state avvisaglie di questo modo di condurre lo scontro politico e gli argomenti sono sempre i soliti».

Arrivato da Milano a Riparbella nei primi anni duemila Lucibello Piani quando ha deciso di entrare in politica ha subito diviso. «Non ero conosciuto e si è cercato di ostacolarmi facendo ricorso al meccanismo per cui se tutti ne parlano male qualcosa di vero deve pur esserci. Mi hanno addirittura tacciato di essere un trafficante di armi e droga. Ma a chi può sembrare plausibile un trafficante che si insedia nel nulla della campagna di Riparbella e si mette a dare contro al partito politico di riferimento territoriale in modo aperto». E conclude: «Lo strumento del fango è molto utilizzato ed è un freno che da sempre tiene lontane dall’impegno in politica tante persone competenti, che per paura preferiscono non tirare fuori la testa».(m.m.)

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