Proteste
Ospedale in rete si parte con il 2016
Scaramelli della Regione: «Entro fine anno faremo la riforma»
CECINA. «Entro fine anno vogliamo fare la riforma». Parola del presidente della commissione regionale sulla sanità, Stefano Scaramelli, che venerdì sera è intervenuto all'assemblea organizzata dal Pd al palazzetto dei congressi per discutere della legge 28, ossia della riorganizzazione della sanità toscana. Una norma che, evidentemente, il Partito democratico punta a far passare il prima possibile. «La commissione - spiega Scaramelli - la prossima settimana avrà il testo di legge definitivo, che poi sarà aperto a variazioni». In soldoni significa che l'ospedale in rete, ossia la connessione tra le strutture di Cecina e Piombino, potrebbe cominciare a concretizzarsi già con l'anno nuovo. Dopo, e questo lo dice Lippi, «partirà un percorso di incontri nei vari comuni, sulla base del documento di indirizzo e discussione approvato con i sindaci. Vogliamo dare uno scossone, non si può subire senza fare proposte. È il momento di provare a integrare i due territori».
Il platea anche le minoranze. Un appuntamento inaspettatamente molto partecipato quello voluto dal Pd al palazzetto dei congressi. La sala è colma, e non ci sono soltanto esponenti dei Democratici, tra i quali si nota la presenza dell'onorevole Maria Grazia Rocchi e dell'ex assessore all'urbanistica Giamila Carli. Ma in platea ci sono anche Paolo Barabino (Fi), Vincenza Zagaria (Sel), Lino Parra e vari membri del comitato per la sanità pubblica, che ha raccolto le firme contro la riforma. E ancora arrivano Pamela Tovani (Cecina civica), Lorenzo Gasperini, Alessandro Lucibello Piani. E poi si scorgono alcuni primari ospedalieri (Paolo Gabellieri di Ortopedia, Gian Luca Benetti di Pediatria) e anche il responsabile Asl di zona Paolo Lucchesi. Chiaro segnale che Cecina sta diventano un punto nodale per la riorganizzazione della sanità dell’area livornese.
Un incontro, quello di venerdì sera, arrivato due giorni dopo l'assemblea promossa dai referendari contro la stessa legge 28, che a Cecina hanno raccolto 2500 firme. E tramite il quale il Pd vuole segnare un linea di demarcazione, prima di tutto nei metodi. «Altre iniziative - insiste Lorenzo Bacci, segretario territoriale Pd e sindaco di Collesalvetti- precludono dalla presenza di altre forze, noi invece no».
A fare una sintesi ci pensa Sandra Scarpellini, sindaco di Castagneto: «Il tema della salute è un interesse generale. Nessuno può negare che la raccolta firme per il referendum sia stata utile, come nessuno può negare il lavoro che il comitato ha portato avanti negli anni. La legge 28 è perfettibile, e siccome in questi territori abbiamo pagato scelte importanti, è evidente che tutti i cittadini abbiano timori per il futuro della sanità». Le fa eco Francesco Gazzetti (consigliere Pd regionale): «Prima di tutto siamo cittadini, abbiamo ben presente la stella polare della difesa della sanità pubblica». Tra i relatori anche il consigliere regionale Gianni Anselmi, che assicura «vogliamo scrivere una buona norma, che declini la legge 28 con dettagli e stimoli in arrivo dai cittadini. Abolendo la legge 28 (come vorrebbe il referendum, ndr) si afferma il principio della sanità così come è. Invece la conservazione è il nostro principale avversario». Ed è sempre Anselmi a spiegare anche quanto l'ospedale del capoluogo sia fondamentale («dando forza a Livorno arresteremo lo scarico delle carenze della parte sud della provincia. L'idea che proponiamo non è un travaso di servizi, ma garantire le attività e semmai aumentarle, attraverso la rete fra due ospedali che divisi non potrebbero averle»). Evidente anche la stoccata di Anselmi al primo cittadino di Livorno Filippo Nogarin: «un sindaco non è bravo solo quando spara addosso alla politica, peraltro da una posizione istituzionale».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
