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Sanità, il Pd difende la riforma
Cecina, sala piena con i sindaci e i responsabili regionali. Ma ci sono anche le opposizioni. Lippi: elementi di discussione
CECINA. La sala del palazzetto dei congressi è colma per l'incontro promosso dal Pd per discutere della legge 28, ossia la riforma del sistema sanitario regionale. In platea, oltre agli esponenti del partito a livello locale e provinciale, anche Paolo Barabino (Fi), Vincenza Zagaria (Sel), e vari membri del comitato per la sanità pubblica, che ha raccolto le firme contro la riforma. C'è Pamela Tovani (Cecina civica), Lorenzo Gasperini, Alessandro Lucibello Piani. Un incontro, il 6 novembre, che arriva due giorni dopo l'assemblea promossa dai referendari contro la stessa legge 28, che a Cecina hanno raccolto 2500 firme.
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Tra i relatori molti dei sindaci della Bassa Val di Cecina (anche non Pd), segretari comunali del partito, oltre che i consiglieri regionali Francesco Gazzetti e Gianni Anselmi. "Questa tappa di Cecina -dice il segretario provinciale Pd Lorenzo Bacci - è la tappa zero, da qui partiamo con la fase di ascolto dei territorio. Siamo deciso a portare avanti la semplificazione del sistema sanitario, per rendere omogenei i servizi". Sulla stessa linea Stefano Scaramelli, presidente della commissione sanità in Regione, che sottolinea "la Riforma punta a minimizzare gli sprechi, ridurre i vertici dirigenziali e offrire ai cittadini più servizi. È vero che in Toscana ci sono eccellenze, ma se qualcosa non funziona bisogna avere il coraggio di cambiarlo".
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Sui tempi il presidente della commissione regionale assicura che "entro fine anno vogliamo fare la riforma". Scaramelli interviene anche sul referendum, invitando i cittadini a stare attenti a "chi diffida dal nostro progetto politico. Un tema come la sanità non può essere declinato con un sì o un no". Quanto ai tempi, Scaramelli spiega che la Regione presenterà in tutte le Federazioni di partito a prese sentire 10 punti cardine. Dopo, a riforma avviata, "chiederemo ai sindaci - dice Scaramelli -, entro i primi sei mesi dell'anno prossimo, come poter integrare modello sanitario e sociale".
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Quando prende la parola Lippi si dice contento che ci siano anche le opposizioni. "Non ce l'ho con comitato e con chi firma - dice - . Lo capisco perché il nostro ospedale è stato "scarciofato", tolti alcuni pezzi. Qualcosa è successo, ci sono elementi da mettere in discussione".
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