Sicurezza
I traghettatori scelti fuori casa
L’assemblea approva la proposta Bacci e non fissa termini, né la data del congresso
CECINA. Una battuta irriverente commenta la soluzione alla crisi del Pd cecinese con una citazione dantesca: speriamo non sia Caronte, il traghettatore dell’Ade, a prendere le redini. Perché da mercoledì l’ex partitone (ora molto dimagrito) ha ufficialmente un team di traghettatori. Un partito che macina citazioni al ritmo dei segretari: come Cronos, il titano che mangiava i suoi figli, il Pd a Cecina ne ha divorati quattro (di segretari) in un anno e mezzo. Che non voglia andare all’inferno è evidente dalla ricerca spasmodica di una soluzione alla crisi che l’attanaglia e che l’ha lasciato senza dirigenza dopo le dimissioni, a ottobre, dell’ultimo segretario Filippo Costalli. Ma il rischio è che il traghettamento sine die, anche se limita il rischio di scontri fra le vari correnti del partito - e soprattutto fra i sostenitori del sindaco Lippi e i suoi antagonisti - si trasformi in un limbo. E l’attendismo in politica può generare vuoti pericolosi.
Come previsto, nell’assemblea di mercoledì è passata la linea dei traghettatori esterni. Una linea che era già emersa dopo le dimissioni choc di Costalli, quando la guida dell’assemblea è stata avocata dalla Federazione e Bacci ha nominato tre commissari di sua fiducia per avviare una serie di consultazioni tra dirigenti e iscritti. Obiettivo: trovare un sostituto di Costalli. Ma gli stessi commissari dopo un mese di colloqui, che a loro dire non hanno sortito niente di fatto - non ci sono candidature locali disponibili, o perlomeno non candidature condivise - rimarranno alla guida. Integrati da un gruppo di figure istituzionali locali: il presidente del consiglio comunale Luigi Valori, il capogruppo Pd in consiglio Nicola Imbroglia, i segretari dei circoli di Cecina, Edoardo Battini, e di Palazzi, Carlo Ceccarelli.
Che lettura dare della soluzione-Bacci? Partito commissariato, questa è la prima considerazione. I due coordinatori, Federico Mirabelli e Alessio Ciampini, sono uomini di stretta fiducia del segretario federale. Completa il team la sindaca di Castagneto, Sandra Scarpellini, in veste di responsabile territoriale dei Comuni della Bassa Val di Cecina. Assente tra le figure istituzionali il sindaco Samuele Lippi. Troppo parte in causa nella crisi, dopo la rottura con l’ex assessore Giamila Carli. Ma se gli anti-Lippi parlano di sfiducia da parte del Pd provinciale, che ha scelto una figura cuscinetto come la Scarpellini, altri fanno notare che la soluzione-Bacci è quella più gradita a Lippi, a conferma del feeling tra i due sindaci. Accomunati anche dalla carica condivisa di segretario di Federazione (Bacci, sindaco di Collesalvetti, è subentrato a Lippi).
L’altro aspetto che colpisce è la mancanza di indicazioni temporali. Per quanto rimarrà in carica questo coordinamento non è specificato. Il comunicato della Federazione dice che «avrà il compito di portare avanti il partito fino all’elezione del prossimo segretario». Ma non dice quando e come. Con un congresso? E quando si svolgerà? Si era ipotizzato a primavera, ma qualcuno parla addirittura di arrivare al 2017, con la stagione congressuale indicata da Renzi. Altri invece dicono che il Pd cecinese farà da apripista al nuovo modello partito. Un futuro apertissimo, e incerto. La soluzione Bacci prevede intanto che siano organizzati «gruppi di lavoro tematici, aperti a iscritti ed elettori», quindi anche a non iscritti, «sui temi principali della vita della comunità cecinese: sanità, turismo e commercio, ambiente e sviluppo del territorio, bilancio partecipato». Si dice che l’assemblea è «frutto di un lungo percorso partecipativo sul territorio che darà nuovo slancio al Pd locale. Cecina è un territorio importante e pieno di risorse e su questo il nuovo assetto del partito intende concentrare impegno ed energie».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
