Il dolore
«Un paravento il documento dei sindaci sulla sanità»
CECINA. «Sulla questione sanità i sindaci della Bassa Val di Cecina stanno innaffiando di Prozac, il noto antidepressivo, l’opinione pubblica – affermano i 5 Stelle di Cecina –: state calmi, non...
CECINA. «Sulla questione sanità i sindaci della Bassa Val di Cecina stanno innaffiando di Prozac, il noto antidepressivo, l’opinione pubblica – affermano i 5 Stelle di Cecina –: state calmi, non credete a quei sovversivi del Comitato pro ospedale, ci pensiamo noi a garantire i servizi dei presidi ospedalieri di Cecina e Piombino. In realtà dietro ai documenti, stilati dai sindaci, non c’è nulla, perché gli ospedali sono da tempo sotto il tacco del governatore Rossi, padre e padrone della sanità regionale».
La partecipazione dei cittadini alle decisioni sulla sanità? «No, niente partecipazione, tranquilli, pensiamo a tutto noi sindaci – dicono i grillini –. Giustamente molti credono alle parole dei sindaci: perché mai costoro dovrebbero mentire? Però coloro che vivono nella fiducia che i sindaci difenderanno l’ospedale, la sera accendono la televisione e scoprono che la sanità regionale del governatore Rossi spende addirittura quasi 100.000 euro di soldi pubblici, per far incontrare e conoscersi meglio 178 dirigenti delle Aree vaste sanitarie toscane, in un resort di lusso nella campagna lucchese. A quel punto il pacifico toscano, magari pensionato e fino ad allora rassicurato dal suo fedele partito, inizia a nutrire qualche dubbio». E aggiungono: «Ecco perché non crediamo ai documenti dei sindaci e riteniamo che siano dei paraventi cioè un semplice modo per tenere il profilo dello scontro con la cittadinanza, il più basso possibile».
I 5 Stelle di Cecina ha deciso «di non mettere davanti a questa battaglia il proprio simbolo e di strumentalizzarla politicamente: l’ospedale è di tutti. Abbiamo semplicemente deciso di aderire al Comitato per la Sanità pubblica e fornire tutto l’appoggio possibile per raccogliere le firme per il referendum abrogativo della legge regionale 28/2015, legge iniqua voluta da Rossi e dal Pd».
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