Il Tirreno

NON È GIUSTA L’IMPOSTA SULLA 1ª CASA

È sempre un piacere ascoltare il signor Della Gherardesca, perché usa garbo e buona creanza. Tuttavia, vorrei far sommessamente notare, spero con la stessa buona creanza, un paio di cose che le sue...

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È sempre un piacere ascoltare il signor Della Gherardesca, perché usa garbo e buona creanza. Tuttavia, vorrei far sommessamente notare, spero con la stessa buona creanza, un paio di cose che le sue parole mi suggeriscono.

Trovo ingiustificata l’accusa di veterocomunismo, perché il signor Francini nella sua nota non parla di comunismo né vecchio né nuovo, ma parla di bisogni e di diritti. Inoltre, fra parentesi, vorrei ricordare che a Cuba (le altre Nazioni che cita non le conosco) nessuno dorme sotto i ponti, non ci sono bambini malnutriti(fonte Unesco), la scuola e la sanità sono gratuite a accessibili a tutti. La poca ricchezza dell’isola caraibica forse, dico forse, deriva da un embargo che dura da più di mezzo secolo ad opera di Nazioni che amano a tal punto la libertà e la democrazia da volerla esportare anche dove non la vogliono, magari a colpi di bombe.

Ma torniamo a noi, il signor Conte ha ragione quando dice che i monumenti possono dare un contributo all’economia, perché i soldi non ce li manda la Svizzera, anzi sappiamo bene che molti ne hanno trasferiti un bel po’ nelle banche elvetiche e forse, dico forse, quei soldi avrebbe fatto comodo da questa parte delle Alpi. Ed ha di nuovo ragione quando dice che l’economia deve poter crescere, ma vorrei ricordare che la crisi non è stata provocata dai lavoratori, ma da quei Signori che l’economia la conoscono bene e l’hanno usata per diventare più ricchi a spese di quei cittadini che, per vivere, devono lavorare.

In questi anni (lo dice anche l’Istat) i ricchi sono diventati più ricchi e i poveri sempre più poveri. Quindi i soldi ci sono e l’economia pure, ma funziona solo per una parte (chiamiamola così, se la parola classe è caduta in disuso), che bada solo ai propri interessi e non a quelli collettivi e men che mai a quelli dello Stato (o dove è finita la responsabilità sociale dell’impresa?), in netto contrasto non solo con la nostra Costituzione, ma anche con i principi del liberalismo per i quali lo Stato è “il luogo geometrico dove si armonizzano gli interessi di tutti i ceti”, cito a memoria Stuart Mill.

La parte meno fortunata dei cittadini in questi anni si è vista togliere diritti e mezzi di sostentamento, colpita nei suoi bisogni primari e nella sua dignità, fino ad essere costretti a lavorare gratis. Altro che rivoluzione francese, signor Conte si torna al medioevo, con le corvè, dimostrando che il conservatorismo ideologico non è quello di chiede giustizia sociale, ma di chi promuove e applica leggi scellerate che mettono le persone alla fame. Ma, anche in questo ha ragione, signor Conte, far pagare l’Imu sulla prima casa non è giusto, perché la gran parte di chi paga oggi l’Imu è gente che la casa se l’è sudata con una vita di duro lavoro e di sacrifici, non l’ha ereditata dalla Storia.

Tuttavia, proprio per non essere ideologici, ma usare un po’ di buon senso, provate un po’ voi a vivere con meno di 1.000 euro al mese o, magari la metà, come spesso succede e poi ci risentiamo.

Giuliana Giuliani

(Segretaria Prc Castagneto)

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