Lutto
Mezzo secolo senza chiudere mai un giorno
L’emporio edicola come una seconda casa Fosca e Loriano festeggiano 50 anni di attività
CASALE MARITTIMO. Aleksej Grigorevic Stachanov era un minatore sovietico. Diventò celebre in patria per aver inventato un nuovo modello di estrazione del carbone che aumentò copiosamente la produzione tanto da assurgere alla fama di eroe socialista. Erano i primi anni del Novecento. Oggi col termine stacanovista s'intende un lavoratore modello, efficiente e instancabile. Uno, insomma, che non si risparmia mai.
Fosca e Loriano non fanno i minatori, gestiscono piuttosto un'edicola-tabaccheria in piazza del Popolo a Casale Marittimo, ma hanno una cosa in comune con il signor Stachanov: il culto e la passione per il lavoro. Tanto da detenere un primato che, a pensarci bene, ha dell'incredibile: da cinquant' anni, esattamente dal 4 novembre del 1965 quando Loriano acquistò ed aprì la bottega in piazza, gli inseparabili coniugi non hanno mai chiuso un giorno il loro negozio. Mai neppure un'ora, festivi compresi. Sfidando anche gli eventi più dolorosi della vita, le calamità, gli imprevisti che in mezzo secolo di storia naturalmente possono accadere.
Cinquant'anni in bottega a vendere sigarette, riviste, quotidiani, ma in origine anche prodotti per la casa. Del resto questo minuscolo fondo, zeppo all'inverosimile di centinaia di oggetti, è stato un vero e proprio emporio, a lungo il punto di riferimento della comunità casalese.
Ma come è possibile trascorrere quasi un'esistenza al di là (e al di qua) dal balcone, lavorando senza soste? Qual è il segreto di questo straordinario esempio di dedizione? Sta nell'attaccamento e nell’amore verso quello che si fa abitualmente (lo capiremo parlando con loro), un binomio animato da un'etica quasi calvinista, che interpreta nobilmente il mestiere come una sorta di servizio. «Perché così era negli anni '60», racconta con un pizzico di nostalgia Loriano Pecchioni, 86 anni, un passato alla Carboindustria a Livorno ed una decennale parentesi politica come assessore e vice sindaco di Casale.
«Ricordo quando ci fu l'alluvione a Firenze. C’era grande preoccupazione. In paese in pochi avevano il telefono e questo era l'unico posto pubblico dove si poteva telefonare ed inviare telegrammi. Avevo la fila di persone fuori dal negozio in attesa di chiamare i propri cari. Non sapevo come farli entrare».
Originario di Castellina Marittima, un trascorso a Livorno (dove aprì, e chiuse una latteria) e a Rosignano, poi le nozze con Fosca Ribechini da Guardistallo - "la Fosca" per i casalesi - e la decisione di aprire un'attività nel borgo. Loriano racconta con lucida memoria: «All'inizio vendevamo di tutto. Il sale sciolto, lo pesavamo con la bilancia, così come le sigarette ed i sigari, tagliati rigorosamente a mano. Abbiamo venduto le bombole del gas, poi è arrivato il metano. E le liste di nozze, gli oggetti per comunioni e cresime».
Flora e Loriano si alternavano in negozio, lo hanno fatto per tanti anni, senza fare mai un giorno di ferie. Anzi no. In 50 anni di lavoro Flora quattro giorni di vacanza se l'è ritagliati, ma è storia più recente, quando in edicola cominciavano a dare una mano anche i figli, oggi grandi (Alessandro è geometra, Manuela maestra). Il resto è tutto un darsi il cambio, con la bottega che diventa una seconda casa, se non addirittura la prima. «Ricordo che quando c'erano le elezioni stavamo sempre aperti, perché questo era il posto pubblico, dovevamo essere a disposizione. E qui stazionavano i militari. Ed io ho dormito dentro anche per tre notti di seguito». Erano gli anni in cui la politica era passione ed il voto vissuto come un indispensabile esercizio democratico.
Non conoscevano orari la Fosca e Loriano. «Abbiamo tenuto aperto anche fino a mezzanotte», raccontano. La bottega scandiva i loro ritmi di vita. «Quando Fosca doveva preparare da mangiare stavo io in negozio», spiega Loriano. «E viceversa, quando io avevo un impegno era lei a tirare avanti l'azienda». E così durante le malattie, di fronte agli imprevisti. La bottega era una missione, i clienti dovevano essere sempre soddisfatti.
Mai un attimo di cedimento? Chiediamo oggi: «No, perché io amo questo lavoro - dice Fosca -. E la cosa più bella per me è stata ed è servire i clienti. Tutti. Sono stata la mamma e la nonna di tante generazioni di bambini, che ho visto crescere».
L'emporio della Fosca (perché il negozio è da sempre intestato alla signora Ribechini) era anche un punto di ritrovo per le famiglie casalesi. Dove ci s’incontrava anche semplicemente per fare due chiacchiere.
Tre erano i riferimenti imprescindibili nel borgo, dove oggi sventola la bandiera arancione del Touring Club: il palazzo comunale, la chiesa e la bottega in piazza del Popolo. Dove il sabato e la domenica mattina si andava a comprare il giornale. «Quanti “Tirreni” ho venduto -racconta Loriano - e prima ancora, quando si chiamava Telegrafo». Il negozio dove, durante la settimana, ti fermavi se ti mancava qualcosa. «Vendevamo anche i chiodi sfusi", racconta oggi Alessandro, il figlio della coppia.
Poi sono arrivati i supermercati, la grande distribuzione, che ha trasformato le dinamiche del commercio anche in collina. Fosca ha ritirato alcuni prodotti e l'emporio di una volta è rimasto tabaccheria-edicola, "con qualcosina per i turisti, soprattutto tedeschi e svizzeri, che si affacciano in primavera e in estate". Alcuni mesi fa sono venuti quelli della Fit (la federazione italiana dei tabaccai) a portare il dipoma dei 50 anni dell’attività, che oggi Flora custodisce orgogliosamente in negozio. Come gli altri attestati. E la licenza originaria con cui aprì, nel ’65.
Oggi è un giorno di festa per i coniugi Pecchioni e Ribechini. «Faremo un rinfresco con i casalesi». E il sindaco conferirà loro un premio in municipio. Ad una coppia, è il caso di dire, tutta “uscio e bottega”.
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