Proteste
La Torre medicea deve restare chiusa
Un gruppo di associazioni chiede di subentrare agli attuali gestori, ma tutto è vincolato dal Demanio
VADA. «Se anche la Torre fosse tolta agli attuali gestori, ammesso che sussista una motivazione, dopo non potrebbero usarla altri soggetti. Dovrebbe restare chiusa». Parola del sindaco Alessandro Franchi, che spiega come sull’utilizzo dell’edificio il Comune abbia le mani legate. «La Torre non è di proprietà del Comune - prosegue il primo cittadino -, ma è del Demanio, che quindi dispone del bene».
Le parole di Franchi arrivano pochi giorni dopo che sette associazioni locali (Pro Loco Vada, il Circolo nautico vadese, il Teatro l'Ordigno, l’associazione Il Faro, il coro Vadarmonia, il circolo Arci La Pista e la compagnia Attori per caso) hanno scritto una lettera allo stesso primo cittadino, chiedendo di bloccare l’affidamento provvisorio della Torre di Vada all’associazione Il Salvagente, e proponendosi per gestire l’edificio. «Vorremmo fosse libera - ripete Roberto Creatini, presidente della Pro Loco vadese - , in modo da poterci organizzare iniziative di vario genere. Il Salvagente ha vinto il bando, poi facemmo ricorso e nel frattempo è venuta fuori la notizia del mancato passaggio di proprietà fra Demanio e Comune. Non capiamo allora perché Il salvagente continui a gestirla, tra l’altro lasciandola chiusa. La Torre è un simbolo del paese e noi non condividiamo che sia sempre chiusa».
A ripercorrere l’iter sulla gestione dell’edificio è il sindaco. «Noi avevamo una vecchia concessione - dice Franchi - che è scaduta e non è stata rinnovata, anche se abbiamo sempre continuato a pagare il canone annuo, così da poter continuare a utilizzarla». Tra l’altro l’amministrazione ha chiesto il rinnovo della concessione, «ma nel frattempo - prosegue il sindaco - è subentrata una nuova normativa, secondo la quale la torre di vada è un bene storico e non può rientrare nel federalismo demaniale, così come invece è successo per aree come il minigolf o l’area verde davanti a villa Celestina».
Nel 2010 il Comune ha preparato una procedura ad evidenza pubblica che ha portato all’assegnazione al Salvagente. «In realtà - dice Franchi - l’assegnazione è provvisoria e, visto che sono cambiate le norme, quello che l’associazione Il salvagente aveva proposto di fare all’interno della Torre non può essere fatto. Non essendoci una concessione attiva, loro non possono fare né manutenzione né attività di alcun tipo». Franchi fa sapere anche che al momento non potrebbe essere usata neppure da altre associazioni, compresa la cordata dei sette soggetti vadesi. Il destino della Torre medicea di vada è quello di restare chiusa per sempre? «Con l’agenzia del Demanio - termina Franchi - abbiamo aperto un discorso per includere la torre di vada nell’iter riguardante la concessione di villa Celestina».
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