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Il parroco vuol lasciare, paese diviso in due

Il parroco vuol lasciare, paese diviso in due

Bibbona: gruppo di cittadini chiede l’allontanamento, ma un altro gruppo lo difende e s’appella al vescovo

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BIBBONA. Un paese spaccato in due, dopo le polemiche seguite all’apertura della “Casa del prete”, il bed & breakfast aperto nella canonica del borgo. Succede a Bibbona, dove parte della comunità polemizza contro la scelta fatta dal parroco don Giuliano Giovannini, mentre un gruppo di cittadini lancia un messaggio di solidarietà e vicinanza a don Giuliano. Tanto che nei giorni scorsi, questo gruppo ha chiesto di incontrare il vescovo di Volterra, monsignor Silvani. «Messaggio chiaro espresso sabato scorso - si legge in una nota - da una delegazione di cittadini ed ex sindaci del capoluogo e della frazione della California al vescovo di Volterra monsignor Alberto Silvani, durante un incontro richiesto nelle settimane scorse dai parrocchiani». Un incontro richiesto, specifica il gruppo di bibbonesi, «dopo che lo stesso don Giuliano Giovannini aveva, durante una messa domenicale, fatto intendere la sua volontà di lasciare Bibbona».

«La vicenda - prosegue la nota - nasce da mesi di pesanti critiche, sia a mezzo stampa ma ancora di più con post al limite dell’offensivo e blasfemo sui social network, rivolte proprio a don Giuliano Giovannini in relazione al suo operato. Una situazione di forte tensione che ha minato non solo la serenità del parroco, ma che rischia di dividere la nostra comunità. L’impressione è che alcuni cittadini volessero, anzi vogliano ancora trovare un capro espiatorio proprio in don Giuliano».

Due fazioni di cittadini di fronte, dunque: una con il parroco di Bibbona, una contro. Quest’ultima avrebbe provato più volte a chiedere l’allontanamento di don Giuliano Giovannini con segnalazioni fatte pervenire alla Diocesi. «La nostra delegazione - spiegano ancora i rappresentanti dei parrocchiani pro-Giovannini - composta da undici persone in rappresentanza di altri 150 cittadini che hanno firmato un documento a sostegno di don Giuliano, ha chiesto al vescovo che il parroco resti a Bibbona, anche perché l’intera questione si è trasformata in una grossa strumentalizzazione nella quale il parroco non ha alcuna colpa. Anzi, per oltre 30 anni don Giuliano ha gestito in modo egregio le strutture parrocchiali, sei edifici di culto e tre case canoniche. Proprio queste oggetto di critiche ma sulle quali si è alzato un polverone infondato. Era importante che monsignor Silvani capisse la situazione, speriamo di esserci riusciti».

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