Il Tirreno

Via il Rolex da 13mila euro, pena severa per la rapina

di Federico Lazzotti
Una pattuglia dei carabinieri
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Una pattuglia dei carabinieri

Castiglioncello: i responsabili sfilarono l’orologio nei pressi della pineta. Con il rito abbreviato il giudice ha condannato entrambi a 2 anni e 8 mesi

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CASTIGLIONCELLO. Dopo aver sfilato un Rolex da 13mila euro a un pensionato di 63 anni mentre passeggiava a due passi dalla pineta di Castiglioncello, lo avevano nascosto nel bosco con l’idea di far calmare le acque per poi andarlo a recuperare e venderlo, così da guadagnarci un bel gruzzoletto. È tra un albero e un cespuglio, a poche decine di metri dall’abitazione di uno dei rapinatori, che tre giorni dopo il colpo i carabinieri hanno ritrovato il prezioso orologio. Era il 5 luglio scorso.


A distanza di tre mesi e mezzo i due responsabili sono comparsi davanti al giudice per l’udienza preliminare per rispondere dell’accusa di rapina aggravata in concorso. Fernando Rusconi, 46 anni, operaio di Castiglioncello, e Agustin Valdez, 36, di nazionalità argentina, hanno deciso attraverso i loro difensori, gli avvocati Luciano Picchi e Nicola Giribaldi, di chiedere di essere giudicati con rito abbreviato. Al termine dell’udienza è stata inflitta a entrambi una pena di due anni e otto mesi di reclusione. «Si tratta di una decisione pesante», spiegano gli avvocati annunciando l’intenzione di presentare appello appena saranno depositate le motivazioni.
Dall’indagine, coordinata dal pubblico ministero Daniele Rosa, emergono diversi particolari su come gli investigatori, in particolare i carabinieri della stazione di Castiglioncello, siano arrivati ad inchiodare i responsabili.
La vittima della rapina, infatti, il giorno dopo essere stato derubato si è presentato per fare denuncia ritardando, inconsapevolmente, il lavoro degli inquirenti.

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Nonostante questo i carabinieri visionando le telecamere vicine al luogo della rapina hanno riconosciuto uno dei due e subito dopo, è stata eseguita una perquisizione nell’abitazione dove vivevi. Qui i carabinieri hanno trovato «materiale utile a confermare le risultanze dell'indagine». Oltre ai vestiti indossati dai rapinatori il giorno del colpo, è stato infatti possibile ritrovare anche il Rolex che era stato nascosto in un boschetto adiacente alla casa dell’operaio. «Era stato messo in un posto - spiegano gli investigatori - dove sarebbe stato impossibile arrivare per caso».
Dopo tre giorni di indagini e una serie di riscontri, i due amici hanno ammesso buona parte delle loro responsabilità, come colpevoli della rapina, e accompagnato i militari nel luogo dove avevano nascosto la refurtiva.


L’unico aspetto che ancora resta poco chiaro di questa vicenda, riguarda come l’operaio e l’amico abbiano individuato il pensionato da rapinare. Un colpo pianificato nei giorni precedenti, magari pedinando la vittima e studiando i suoi movimenti, oppure un colpo  d’impeto nato vedendo il sessantatreenne a passeggio con quel Rolex tanto da accendere il desiderio dei due? In ogni caso dopo che i carabinieri sono tornati in possesso del prezioso orologio, lo hanno restituito al legittimo proprietario che molto probabilmente dopo la brutta avventura passata lo metterà al polso solo quando sarà certo che nessuno gli possa fare un’altra brutta sorpresa.
 

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