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Sanità, assemblea sul referendum raccolte 2mila firme

Sanità, assemblea sul referendum raccolte 2mila firme

ROSIGNANO. «In neanche due mesi di banchetti, solo tra Cecina e Rosignano, abbiamo raccolto più di duemila firme per il referendum contro la legge regionale 28 del 2015 della Regione Toscana». A...

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ROSIGNANO. «In neanche due mesi di banchetti, solo tra Cecina e Rosignano, abbiamo raccolto più di duemila firme per il referendum contro la legge regionale 28 del 2015 della Regione Toscana». A dirlo è Francesco Serretti, consigliere comunale 5 Stelle di Rosignano. Movimento che, ieri pomeriggio all’auditorium di piazza del Mercato a Rosignano Solvay, ha tenuto un’assemblea pubblica proprio per parlare del servizio sanitario locale e toscano. Una legge, quella della Regione, che prevede il riordino del sistema sanitario e l’accorpamento delle Asl. Al grido “La salute non si taglia- Non facciamo a pezzi l’ospedale”, il M5S ha voluto sottolineare cosa stia già accadendo all’ospedale di Cecina. Lo scrivono a chiare lettere in un volantino: “tagli al personale, tagli ai servizi e prestazioni sanitarie, taglio dei posti letto. La legge regionale 28 imporrà – secondo i pentastellati – il concetto di ospedale unico su due presidi da cui deriveranno tagli dei reparti”. A parlare, ieri, il dottor Giuseppe Ricci, medico, ex direttore generale di diverse Asl promotore del referendum abrogativo. Se da un lato si respira aria di soddisfazione perché le 40mila firme, in Toscana, sono state quasi raccolte (per l’esattezza siamo a 36 mila ma la raccolta proseguirà ancora fino al 28 ottobre), dall’altro lato c’è il timore che «la legge venga emendata, ossia cambiata», dice Ricci. Magari anche di poco. Se così fosse le 40mila firme raccolte decadrebbero e diventerebbero carta straccia. «Sia chiaro – ha detto Serretti – se dopo la fatica che ha compiuto il comitato la legge venisse cambiata magari in maniera astuta e le firme diventassero carta straccia, saremo con il dottor Ricci a protestare ma, stavolta, andremo sotto il palazzo della Regione». Una normativa, dunque, che non piace, perché la sanità, a livello locale, è già fortemente in affanno: file al Pronto soccorso, attese interminabili per alcune visite specialistiche, mancanza di posti letto. «Il presidente Enrico Rossi – ha detto Ricci – non ha vinto le elezioni dichiarando di voler perseguire, sulla sanità, una politica di privatizzazioni . Non ha vinto dichiarando ai cittadini, durante la sua campagna elettorale, che i servizi ospedalieri periferici sarebbero stati centralizzati». A seguire, sono intervenuti i cittadini ed un rappresentante del Comitato della salute di Cecina. (al.be.)

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