Toscana
Oggi ci sarà l’autopsia per chiudere il caso
Elia nella caduta è rimbalzato sulla soglia di una finestra e poi sul muro di cinta La Procura ha aperto un fascicolo contro ignoti ma sembra più una formalità
PIOMBINO. Per la polizia il caso non è chiuso, ma quasi. Si attendono solo delle conferme che dovranno arrivare dall’autopsia, in programma oggi.
Nel frattempo si cerca di mettere ordine tra gli elementi raccolti nelle prime ore dell’indagine sulla morte di Elia Barbetti, lo studente di 17 anni morto a Milano, durante una gita scolastica, dopo essere precipitato da una finestra dell’albergo dove era alloggiato.
La Procura milanese ha aperto un fascicolo a carico di ignoti con le ipotesi di morte come conseguenza di altro reato e spaccio di stupefacenti. Al momento non ci sono indagati e chissà se mai ci saranno. Perché, anche nel caso in cui gli esami autoptici e tossicologici dovessero dimostrare che il ragazzo aveva bevuto e aveva fumato uno spinello, e che si era sentito male per questo, sarà dura risalire a chi aveva ceduto quei pochi grammi di “fumo” a lui e ai suoi tre amici con cui divideva la stanza. Un atto formale, insomma, che peraltro attendono ancora per delega i colleghi dei commissariati di Cecina e di Piombino.
Ma quale tipo di sostanza e quanta ne è stata trovata dalla polizia giovedì mattina nella camera di Elia e degli altri tre? Si continua a parlare di marijuana, anche se ieri circolava la voce di «quattro o cinque pezzettini di hashish». Poca roba, in ogni caso. E droghe leggere. Non acidi, non altre sostanze pesanti in grado di alterare fortemente la percezione. Fumo che però viene ancora associato all’alcol, stando alle dichiarazioni degli altri tre compagni di stanza.
Anche se alcolici e superalcolici non sono stati trovati in quella camera dell’hotel Camplus living Turro, contrariamente a quanto era stato diffuso inizialmente.
I ragazzi hanno ammesso che, dopo il giro tra i padiglioni dell’Expo e prima di rientrare in albergo (rientro avvenuto poco dopo mezzanotte), avevano bevuto qualcosa. E che prima di addormentarsi avevano fumato «un paio di canne».
Poi stop. Niente festini, niente notti brave.
Da qui in poi, dalle loro dichiarazioni, si procede ancora in base a deduzioni e riscontri: gli studenti che si addormentano verso le due, Elia che si sveglia in preda a un malore, si affaccia alla finestra per prendere una boccata d’aria, perde l’equilibrio e precipita dal sesto piano.
Non cambia su questo punto la ricostruzione degli investigatori, coordinati dal procuratore aggiunto Alberto Nobili e dal sostituto Piero Basilone. Dagli ambienti investigativi oggi si apprende solo un altro elemento in grado di giustificare quello strano volo del ragazzo, finito a cinque-sei metri dall’edificio. Elia infatti avrebbe dapprima sbattuto sulla soglia di una finestra sottostante (la polizia scientifica ha trovato tracce compatibili su una di esse), rimbalzando in avanti una prima volta e atterrando poi sul muretto di recinzione, per poi rotolare ancora più in là di un paio di metri. Del muretto lo si sapeva, della soglia no. Dettagli che non cambiano il quadro generale ma lo chiariscono un po’ meglio.
Le telecamere di sorveglianza hanno ripreso l’ultima fase, quella in cui il giovane piomba a terra. La morte in un primo momento era stata fatta risalire alle 3 ma le registrazioni indicano le 4. «Bisognerà controllare se l’orologio della telecamera è sincronizzato correttamente» taglia corto Alessandro Giuliano, capo della mobile. Il resto è stato già scritto. Il corpo del ragazzo trovato intorno alle 5,30 da un vigilante, la polizia che quando entra in camera trova gli amici di Elia ancora addormentati, eccetera.
Gli investigatori hanno ascoltato loro e altri ragazzi tra i cinquanta del liceo Fermi che erano in gita. Li hanno ascoltati a lungo in questura, in presenza dei professori e di alcuni genitori. Sono stati sentiti anche alcuni dipendenti dell’albergo e il vigilante. Giovedì a tarda sera sono stati lasciati andare tutti. Per Giuliano le dichiarazioni degli studenti vengono ritenute «attendibili». La scientifica ha raccolto anche le impronte attorno alla finestra dalla quale è caduto il ragazzo.
Oggi dunque è in programma l’autopsia. Per i funerali se ne parla da martedì in poi. Intanto un’intera comunità piange questo ragazzo che abitava a Piombino, giocava a calcio a San Vincenzo, studiava a Cecina. Un ragazzo pieno di vita, di amici, di sogni.
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