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Morto in gita a Milano a 17 anni, la Procura indaga sulla cessione della droga. La madre attacca i prof
Gli inquirenti stanno indagando su chi può aver venduto le dosi di stupefacenti (marijuana) trovate nella camera dello studente di San Vincenzo. La madre, in uno sfogo a caldo, chiama in causa i professori: "È vergognoso che un ragazzino vada due giorni a Milano e poi non torni più nella sua casa"
CECINA. La Procura di Milano ha aperto un fascicolo di indagine con le ipotesi di reato di morte come conseguenza di altro reato e spaccio di stupefacenti, allo stato a carico ignoti, per il caso di Elia Barbetti, il ragazzo di 17 anni di San Vincenzo precipitato da una finestra dell'albergo dove si trovava per una gita. In sostanza, gli inquirenti stanno indagando su chi può aver venduto le dosi di stupefacenti (marijuana) trovate in camera. Droga che potrebbe aver provocato il malore del ragazzo e la caduta.
LA MADRE DI ELIA SI SFOGA E CHIAMA IN CAUSA I PROF
"E' vergognoso che un ragazzino di 17 anni vada due giorni a Milano e poi non torni più nella sua casa a San Vincenzo". Così, in un'intervista al Corriere Fiorentino, Sara Rabà, la madre di Elia Barbetti. "E se le insegnanti - aggiunge - non sono in grado di portare una scolaresca in gita allora forse non è il caso di andare in gita, perché i ragazzi di oggi non sono i ragazzi degli anni Sessanta". "Mi aspetto che le indagini siano fatte nel migliore nei modi", dice la mamma di Elia. "Farò qualsiasi cosa per capire cosa è successo e andrò fino in fondo", aggiunge.
VIDEO - Il preside del liceo Fermi: "Gite sicure"
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L'AUTOPSIA
Sarà effettuata sabato 17 l'autopsia sul cadavere dello studente. Gli esami autoptici, disposti nell'ambito delle indagini coordinate dal procuratore aggiunto Alberto Nobili e dal pm Piero Basilone, potranno essere utili a chiarire le cause del decesso. L'ipotesi prevalente allo stato resta, comunque, la caduta accidentale a seguito di uno svenimento o di un malore. L'autopsia, disposta dalla Procura, potrebbe infatti fare chiarezza su quale fosse la situazione psicofisica del ragazzo, che studiava in un liceo du Cecina: se avesse assunto alcol e sostanze stupefacenti e di che tipo e se abbia avuto un malore e di che genere prima della caduta.
Il corpo del ragazzo è stato trovato intorno alle 5.30 di giovedì 15 da una guardia giurata in servizio di vigilanza. Il 118 arrivato sul posto alle 5.40, ma i medici hanno potuto soltanto constatarne la morte, che dovrebbe essere avvenuta attorno alle 3. Dopo le prime indagini della Squadra mobile, la Procura ha subito ipotizzato che la morte del ragazzo si sia verificata a seguito di una caduta accidentale. E che il giovane si sia sporto dalla finestra forse per un malore e dopo aver fumato uno spinello. Il 17enne condivideva la camera con altri tre ragazzi che, quando è intervenuta la polizia, stavano ancora dormendo. Gli agenti hanno trovato alcune dosi di marijuana nella stanza. I tre sono stati poi accompagnati in Questura per essere ascoltati assieme agli altri compagni di classe, ai dipendenti dell'albergo e alla guardia giurata che lo ha trovato.
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I COMPAGNI DI SCUOLA E LE TELECAMERE
Sono tornati a casa i compagni di Elia. Gli investigatori della Squadra mobile hanno ascoltato una decina di ragazzi in presenza dei professori e di alcuni genitori. "Riteniamo attendibili le dichiarazioni degli studenti - ha detto il capo della mobile Alessandro Giuliano - Alle 23 sono tutti andati via, qui non abbiamo trattenuto nessuno". La Scientifica ha raccolto le impronte attorno alla finestra da cui è caduto il ragazzo che, secondo quanto visto nelle immagini delle telecamere di sorveglianza, sarebbe precipitato alle 4 e non alle 3 come comunicato in un primo momento. "Bisognerà controllare - ha precisato Giuliano - se l'orologio della telecamera sincronizzato correttamente".
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IL MINISTRO GIANNINI: LE GITE NON SONO IN DISCUSSIONE
"Le gite scolastiche non sono in discussione, non sono queste organizzazioni le cause di questi drammi". Per il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini la tragedia "è, dopo quello dello studente di Padova, un episodio drammatico che non deve diventare una macchia per tutto il sistema". Il ministro lo ha sottolineato oggi a Venezia rilevando che "purtroppo insegnanti e dirigenti scolastici sono spettatori passivi di queste tragedie. Dobbiamo essere lucidi nel valutare i fatti: si tratta della gestione della libertà dei ragazzi, della loro autonomia. Gli strumenti educativi devono riguardare anche questi aspetti, se si è trattato di un episodio dipeso da comportamenti sbagliati".
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