Gioco
Sanità: scontro sulle firme sindacati e partiti divisi
Il Fials sostiene il referendum, Camelli (Uil): «Pronto a firmare ma poi voto no» Lucibello replica a Lippi sull’invito al dibattito: «Voleva un posto sul palco?»
CECINA. Si fa rovente la polemica sulle firme per il referendum. Da una parte c’è il comitato che dice chiaramente che c’è qualcuno che vuole ostacolare il referendum. Il riferimento, neppure troppo velato, è al Pd. I democratici cecinesi, invece, hanno sostenuto di volersi aprire al dialogo. Poi, però, sono stati tacciati durante l’incotro pubblico di lunedì, di rifiutare il confronto perchè non sono intervenuti (a parte Vincenzo Argentieri).
Intanto, mentre prosegue la raccolta di firme, si dividono anche i sindacati. Il Fials, sindacato autonomo della sanità, sappiamo già che è tra i promotori del referendum. «Ci siamo schierati - ha detto il segretario provinciale Massimo Ferrucci - perché vogliamo difendere fino in fondo le ragioni della sanità pubblica». La critica alla legge 28 di Ferrucci è che la stessa “cancella i poteri di programmazione, fa scomparire la conferenza dei sindaci, e lascia tutto in mano ai tecnici». E poi è una legge che prevede logiche di risparmio e tagli al personale.
Sull’altro fronte registriamo l’intervento di Paolo Camelli della Uil: «Considero il referendum un valore aggiunto della democrazia partecipata e consapevole e dunque ritengo quello contro la legge 28 della regione Toscana un legittimo ricorso all'opinione dei cittadini; Non condivido il merito e quindi voterei no; non voglio tornare a 12 Asl ne all'assurda competizione tra ospedali che nella nostra Area Vasta Nord-Ovest (da Massa Carrara all'Elba)hanno prodotto un vero e proprio disastro con 240milioni di euro di indebitamento e con 90mila cittadini in cerca della migliore soluzione. Livorno ha perduto 30 milioni di euro,Cecina 8,Piombino 7,Elba 4. Basta con la concorrenza».
Dopo l’incontro di lunedì c’erano state polemiche per l’assenza dei sindaci. Avevamo interpellato Samuele Lippi sulla sua assenza. Ci aveva risposto di non essere stato invitato ma che avrebbe partecipato volentieri a questo appuntamento. Ieri Alessandro Lucibello Piani, consigliere comunale a Riparbella, civicol, e organizzatore dell’incontro ha replicato: «Le foto dell'assemblea, apparse sui quotidiani, dicono che grazie ai manifesti, i volantini e gli articoli di stampa, i cittadini hanno ricevuto l'invito, la sala dei congressi era piena e chi si é iscritto a parlare ha potuto parlare, Lei mancava! Lei non si ritiene un cittadino? Lei non é il primo cittadino di Cecina? Forse per sentirsi primo cittadino lei necessità di un invito formale su cartoncino in filigrana oro con scritto "onorevole sindaco" e serve riservarle un posto sul palco?»
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