Gioco
Cantiere aperto da 13 mesi fatto solo un primo scavo
L’incredibile vicenda dell’ampliamento del Mattei: prima i problemi di credito Poi la scoperta di un cavo Enel che fa spostare di 3 metri il perimetro dell’edificio
ROSIGNANO. Poblemi di pagamento della Provincia che sono andati ad aggiungersi ad altrettanti di credito dell'azienda aggiudicataria dell'appalto. Già questi sono bastati per rallentare, se così si può dire - dal momento che non sono mai realmente partiti - i lavori di ampliamento nel giardino adiacente alla sede dell'Iti in via della Repubblica. Un tormentone infinito anche perchè prima che partissero i lavori c’erano stati una serie di intoppi burocratici non da poco.
A rendere poi ancora più inverosimile la vicenda, che vede un cantiere aperto ormai da più di un anno, ulteriori problemi legati al progetto stesso. Rallentamenti su rallentamenti «che hanno dell'incredibile se visti da fuori» come è arrivato persino a commentare Luca Della Santina, ingegnere della Provincia di Livorno (ente di competenza degli istituti superiori di Rosignano e committente dell'opera). Sì, perché in 13 mesi di cantiere l'Ati aggiudicataria dell'appalto dei lavori ha concluso soltanto la fase delle fondazioni.
Unica fase appunto che ha subìto di fatto più stop forzati, il primo dei quali lo scorso novembre. Allora infatti ci si rese conto che un cavo dell'Enel di media tensione intercettava le stesse fondazioni per cui furono necessari vari sopralluoghi e rilievi di verifica. Un inatteso stop alla partenza nonostante del progetto si discutesse ormai da svariati anni. Progetto tra l'altro criticato sin da subito da molti docenti degli istituti superiori di Rosignano che lamentavano il fatto che fosse stato disegnato senza il supporto delle professionalità che ogni giorno vivono la scuola e senza soprattutto tenere in considerazione che una nuova sede potrebbe far aumentare il numero delle iscrizioni.
Fatto sta che la scoperta inattesa del cavo dell'Enel ha costretto la Provincia a spostare di circa tre metri lato mare il nuovo edificio rispetto al progetto originario. Una variazione che dopo quasi un anno vede ancora ferma la concessione edilizia.
«Martedì 13 ottobre – ha spiegato l'assessore all'urbanistica Margherita Pia – abbiamo convocato una mini conferenza dei servizi con il progettista della Provincia ed i nostri tecnici per perfezionare gli atti per cui entro pochi giorni potranno ripartire con il percorso stabilito».
Aggiungendo: «tutto ciò che come Comune possiamo fare per accelerare le pratiche e rendere più veloce il cronoprogramma, lo facciamo». Se infatti l'amministrazione nei mesi scorsi ha richiesto delle integrazioni alla pratica edilizia, a causare lo stop dei lavori è stato però un concatenamento di cause.
In primis il patto di stabilità che ha messo la Provincia nelle condizioni di non poter garantire il pagamento all'Ati «così come problemi di credito della stessa impresa derivati da altri appalti». Una situazione insomma sicuramente non facile da gestire, nonostante Della Santina rimanga fiducioso.
«I lavori – ha concluso – seppur con difficoltà vanno avanti. Il tempo a disposizione è ancora ampio per cui riusciremo a portarli a termine all'interno del cronoprogramma stabilito». Cronoprogramma che è di 630 giorni, quasi due anni. Nel frattempo uno è già volato via.
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