Il Tirreno

CECINA

Ospedale: allarme nuovi tagli, bocciata l'unione con Piombino

Andrea Rocchi
Il sindaco di Livorno Filippo Nogarin interviene al dibattito
◗
Il sindaco di Livorno Filippo Nogarin interviene al dibattito

Il dibattito del comitato per il referendum. E Nogarin avverte la Regione: "Nuovo accordo di programma senza condizioni"

2 MINUTI DI LETTURA





CECINA. «Ci saranno nuovi tagli all’ospedale di Cecina. Perchè la legge 28 non lo dice espressamente, ma toglierà 2000 dipendenti al sistema sanitario regionale, lavoratori che non saranno sostituiti». Lo giura Giuseppe Ricci, presidente del comitato per il referendum. Lo sostengono un po’ tutti gli interlocutori al dibattito organizzato dal comitato per la sanità pubblica al palacongressi (circa 130 presenti). Lo dice Massimo Ferrucci, segretario Fials, che attacca l’Asl 6 che è sotto 12 milioni rispetto ai tetti di spesa regionali e risparmia sul personale. E che riboccia l’ipotesi del ticket Cecina-Piombino con l’ospedale in rete sponsori«zato dal Pd locale: «Un’assurdità, avremo due mezzi ospedali depotenziati». Lo dicono gli organizzatori Alessandro Lucibello Piani e la consigliera comunale civica di Cecina Pamela Tovani. Lo teme Filippo Nogarin, sindaco di Livorno ieri in veste di presidente della Conferenza dei Sindaci dell’Asl 6, che intanto ha fermato la costruzione del nuovo ospedale di Montenero e vuole rinegoziare un accordo di programma con Firenze senza “nuove condizioni”. Lo teme anche un professionista del mondo sanitario, il dottor Claudio Marabotti, cardiologo all’ospedale di Cecina, che contesta la legge 28 perché non parla di prevenzione ed è foriera di servizi accentrati che vanno a scapito dei territori (come la Bassa Val di Cecina).

[[atex:gelocal:il-tirreno:cecina:cronaca:1.12246736:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/cecina/cronaca/2015/10/12/news/ecografie-e-doppler-asl-si-affida-ai-privati-1.12246736]]

Ecco perchè - quello di ieri sera al Palacongressi - è stato un monologo contro la legge regionale e uno sponsor per il referendum abrogativo. In sala c’erano diversi esponenti politici, da destra a sinistra. Compresi quelli del Pd (tra gli altri Argentieri, Meini, Imbroglia...) . «Parlo agli amici in sala del Pd - ha detto Ricci - ce non facciano giochini, il referendum va fatto, è strumento di demograzia». E Nogarin: «Si faccia il referendum, non basta cambiare la legge». Proprio il sindaco di Livorno ha chiesto alla Regione di rinegoziare un accordo di programma alle condizioni con le quali si è negoziato quello del 2010, sul nuovo ospedale. Allora era presente solo il sindaco di Livorno in quanto presidente della Conferenza dei sindaci dell’Asl.

[[atex:gelocal:il-tirreno:cecina:cronaca:1.12257498:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.12257498:1652029851/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

«Ora - ha detto Nogarin - si vuole negoziare con tutti i sindaci. Io dico no. Stesse condizioni, quindi dialoghino con me». Il sindaco di Livorno ha spiegato il no al project-financing per Montenero («doveva essere finanziato con alienazioni di beni Asl stimati in 130 milioni, noi abbiamo calcolato che valevano 25»). Poi, dopo gli accalorati interventi di Ricci e Ferrucci, ha parlato il cardiologo Marabotti: «Il 50% delle malattie cardiovascolari si possono prevenire, in questa legge la prevenzione è assente». E sull’ospedale di Cecina: «Non bisogna fare battaglie di retroguardia, difendere ortopedia piuttosto di un altro reparto. Occorre fare di Cecina un nodo per prestazioni di eccellenza». E’ seguito un dibattito con vari interventi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore