Gioco
Erosione, il caso monitoraggio
Matteoli (Porto Spa): «Paghiamo chi controlla, ma la società è scelta dagli enti locali»
CECINA. «La Porto Spa si fa carico solo dell’aspetto economico del monitoraggio della linea di costa. A farlo sono società specializzate, indicate dagli enti a cui compete la verifica dei risultati: Comune di Cecina, Provincia e Regione». Così il presidente della Porto Spa Giuliano Matteoli a seguito dell’intervento del consigliere regionale di Sì Toscana Tommaso Fattori che annuncia un’interrogazione perché: «Sull’erosione la Società è il controllore di se stessa».
Una puntualizzazione quella di Matteoli che vuole marcare le distanze tra gli aspetti tecnici e la politica. «I risultati dei rilievi a noi neppure vengono presentati ed è giusto che siano in mano a chi deve controllare – sostiene Matteoli –. Sono gli enti che ci dicono ciò che deve essere fatto. Per capire, ci siamo assunti la responsabilità dell’erosione che si era creata sulla spiaggia dei francesi e siamo prontamente intervenuti con il ripascimento».
L’operazione porto turistico alla foce del fiume è partita dopo un pungo iter. Anni serrati di confronti tecnici ma anche di scontri e divisioni sul terreno della politica. «Siamo a metà dell’opera, ma è indubbio che il porto è già una realtà che ha portato a Cecina 600 barche e che dà lavoro a 25 persone – sottolinea il presidente Matteoli –. Il porto c'è stato detto che si poteva fare con delle prescrizioni, perché ci sono delle criticità. Ma abbiamo le carte in regola per costruire altrimenti non avremmo superato l’esame della Via».
Quello delle prescrizioni e del cronoprogramma non rispettato è l’altro tasto battuto da Sì Toscana. «Mancano le procedure che porteranno al rilascio delle autorizzazioni per le opere – sostiene il presidente di Porto Spa –. I progetti sono stati presentati, ma servono le conferenze di servizi». E aggiunge: «Su come finanzieremo i lavori vedremo se poterli realizzare per intero o per stati di avanzamento».
Nel frattempo, le ruspe e la draga dovrebbero entrare in azione nello specchio della darsena nuova. «Siamo in attesa di ripartire con i dragaggi. Dobbiamo completare lo smaltimento in discarica dei fanghi stoccati nella vasca di sopraflutto, ma il più è stato fatto, ne è rimasto un 5% circa». Tre mesi di lavoro. «La previsione è nell’arco di 2 o 3 mesi di completare l’escavo della darsena nuova. Il materiale dragato servirà per il ripascimento sulle spiagge di Marina di Cecina». Operazione quest’ultima che dovrebbe completare il maxi intervento che ha visto la realizzazione dei pennelli e il ripascimento del litorale a protezione dell’abitato di Marina. «L’infrastruttura portuale c’è da un anno e mezzo - dice Matteoli -. L’erosione, invece, è un fenomeno che con alti e bassi sul nostro litorale è sempre stato presente. Perciò il porto semmai ha dato sabbia e non l’ha tolta. I ripascimenti che sono stati eseguiti sul litorale sono stati possibili in quella misura perché abbiamo messo a disposizione gratuitamente le sabbie e le ghiaie dell’escavo». E conclude: «Se il porto ha causato degli scompensi sul litorale si tratta di verifiche che potranno essere fatte in futuro e nella convenzione c’è scritto le modalità con cui si dovrà intervenire».
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