Il Tirreno

In coda dalla notte per il certificato di disoccupazione

di Manolo Morandini
In coda dalla notte per il certificato di disoccupazione

Il Centro per l’impiego preso d’assalto dagli stagionali Persone in strada per ore in attesa del proprio turno

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CECINA. Esce dal Centro dell’impiego più stanco che dopo una giornata di lavoro. Tutta l’estate si è destreggiato tra tavoli e comande. Ma la fatica e il sacrificio se ricompensati hanno un altro sapore. Non quello amaro che ti lascia in bocca una notte trascorsa in strada. La prima da disoccupato. Condizione per cui bussa allo sportello di Cecina per ottenere il certificato dello stato di inoccupato. Un documento indispensabile per l’accesso all’indennità. Si chiama Naspi e si riscuote dall’ottavo giorno successivo alla cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro solo se la domanda è presentata entro l’ottavo giorno. Altrimenti i tempi si dilatano e comunque non si può superare il limite di 68 giorni. «Quando sono arrivato all’una e trenta di notte avevo già otto persone davanti a me», dice. Il nome non importa del resto la sua è una condizione comune a tanti.

La lista è autogestita. Un foglio bianco, affisso al portone d’ingresso del Centro per l’impiego. Il primo che arriva in via Roma guadagna tempo sugli altri. E in questa corsa al contrario c’è più d’uno che ha trascorso la notte in strada. «Quando sono arrivata alle 7,40 ero la 127ª in lista», racconta una ragazza.

A colpire sono i disagi a cui sono costrette persone di tutte le età. Il lavoro da stagionale è una boccata d’ossigeno per molti. Ore di attesa in mezzo alla strada incuranti del vento e della pioggia. Non demorde neppure chi non è riuscito a scrivere il proprio nome nella lista. Con la fine di settembre sono arrivati a scadenza in zona circa 700 contratti. E al Centro per l’impiego sanno che sarà come tutti gli anni. Tanto che sono state previste delle aperture straordinarie per far fronte alle richieste di reiscrizione al termine della stagione estiva.

Il perché della lista è nelle caratteristiche dell’edificio che accoglie il Centro per l’impiego. “Per evitare rischi per la sicurezza dovuti a eccessivo affollamento”, si legge in una comunicazione dell’ufficio che spiega tempi e modi per essere ricevuti. “Chi non sarà iscritto non potrà accedere”. Il tetto è di 80 prenotazioni al mattino e di 25 al pomeriggio, ma c’è da dire che il personale marcia a passo spedito e prova a non respingere nessuno. Si apre la porta e lista alla mano si procede all’appello, ammessi a entrare a gruppi di cinque.

A chi chiedi del perché tanta fretta a reiscriversi nelle liste di disoccupazione ottieni sempre la stessa risposta. «Finita la stagione non c’è tempo da perdere, c’è da trovare un altro impiego e da incassare quanto prima l’indennità di disoccupazione». Più d’uno c’è abituato. «Tutti gli anni alla fine della stagione è sempre la solita storia».

In alcuni casi servono le carte per partire di nuovo. «Ho finito il 30 settembre la stagione e adesso ho trovato un lavoro a Tenerife, alle Canarie – racconta un ragazzo –. Non posso permettermi di perdere tempo per avere il certificato dello stato di inoccupato. Per essere sicuro di averlo in giornata ho trascorso la notte fuori dal Centro per l’impiego, in attesa dell’apertura alle 9 del mattino».

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