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« Si sta diffondendo la sindrome da Sesto Fiorentino»
CECINA. Mette in fila gli abbandoni dal gruppo Pd il capogruppo di Forza Italia Paolo Barabino, dopo la mossa di Fabio Stefanini che ha dato vita a Cecinaper. «Il secondo dopo quello di Massimo...
CECINA. Mette in fila gli abbandoni dal gruppo Pd il capogruppo di Forza Italia Paolo Barabino, dopo la mossa di Fabio Stefanini che ha dato vita a Cecinaper. «Il secondo dopo quello di Massimo Gentili che aveva motivato l’uscita dal gruppo Pd su divergenze circa i metodi locali di affrontare le singole problematiche – afferma Barabino –. Giustificazione analoga a quella del consigliere Stefanini che ha dichiarato di amare la politica della “condivisione”, non quella di “un uomo solo al comando”, il sindaco Lippi, e di voler rappresentare una voce critica nell’ambito della maggioranza anche per Cecina e per i 309 cecinesi che, nel maggio 2014, dettero la loro preferenza a Giamila Carli, assessore, come noto, a sua volta dimissionaria e ieri ringraziata dal sindaco per il suo impegno e la sua competenza, ma al contempo definita persona dal carattere incompatibile con il proprio». E si chiede: «È plausibile per un sindaco perdere il miglior collaboratore per divergenze caratteriali?».
Parole, quelle di Stefanini, che a detta di Barabino «pesano come macigni per il primo cittadino, che potevano apparire faziose quando provenivano dal capogruppo di Forza Italia, ma la cui fondatezza viene oggi corroborata giacché pronunciate da un consigliere da sempre organico al Pd». E conclude: «Anche nei consiglieri del Pd cecinese si sta diffondendo una vera e propria sindrome da “Sesto Fiorentino”, scarsa stima e sopportazione nei confronti del loro sindaco. Del resto, una conclusione analoga sarebbe l’unica utile per una prospettiva di un nuovo inizio rispetto a un’era, quella del sindaco Lippi, che, a detta di stessi membri del Pd, si sta caratterizzando per una condotta autoritaria e, aggiungo io priva di costrutto».
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