Il Tirreno

«Niente più pacchi viveri siamo alla disperazione»

di Elisa Pastore
«Niente più pacchi viveri siamo alla disperazione»

Protesta di un gruppo di famiglie in difficoltà durante il consiglio comunale Seduta interrotta e colloquio con il sindaco, che spiega: «Non sapevamo niente»

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ROSIGNANO. La disperazione si legge nei loro volti. Quelli di madri e padri costretti dalla disoccupazione a dare ai propri figli «quasi tutti i giorni la pasta in bianco o a mandarli a scuola senza libri di testo sui quali studiare».

Il disagio che vivono quotidianamente lo trasmettono con toni e parole forti, arrivando persino a ipotizzare una vita più facile in carcere. «Quando uno non ha più niente da perdere ci pensa realmente – ci confessa un uomo – almeno lì mi passerebbero tutto, mi farebbero dormire e mangiare». Un gruppo di cittadini residenti a Rosignano ieri mattina è salito fino alle stanze del consiglio comunale, non riceve più il pacco viveri da più di 20 giorni. «Negli ultimi mesi – gridano – sono aumentate le persone che si rivolgono alla Caritas per sopravvivere, il Comune invece non ha aumentato i soldi da destinare alle varie associazioni, tra le quali la Sorgente del villaggio dove ci recavamo ogni settimana per ricevere il nostro pacco». Motivo per cui eri mattina hanno preso parte sin dai primi minuti al consiglio comunale. A farsi portavoce della loro istanza il consigliere pentastellato Francesco Serretti che ha chiesto di sospendere il consiglio, proprio mentre si stava discutendo della variazione al bilancio di previsione del biennio, per parlare con i cittadini presenti. Dopo qualche attimo di smarrimento e di tensione la presidente Caterina Giovani ha però confermato la disponibilità del sindaco a riceverli in mattinata così come lei stessa si è messa a loro disposizione per ascoltarli nei prossimi giorni.

«Tutta la minoranza – ha spiegato Serretti – ha deciso di fare una mozione urgente da presentare al prossimo consiglio comunale per chiedere una variazione di bilancio di modo che la giunta faccia una delibera per raddoppiare o quantomeno aumentare i soldi destinati alle varie associazioni». Dal canto suo Franchi ha convocato per la prossima settimana la stessa Sorgente del villaggio così come la Società della salute «per capire meglio la situazione e verificare quello che mi è stato riferito dal momento che non ne eravamo a conoscenza». Resta intanto il disagio di intere famiglie. «Siamo disperati – gridano con tutta la loro rabbia - non sappiamo più come arrivare a fine mese. Siamo abbandonati, non troviamo lavoro e ci tagliano anche quel poco che ci davano ogni settimana per sopravvivere».

«Fino ad ora – ci confida una donna – ci vergognavamo quando dovevamo andare a ritirare il nostro pacco, facevamo finta di andare a fare la spesa a Marittimo, ora invece non sappiamo nemmeno quando e se ce lo riconsegneranno. Nel frattempo non riesco più a pagare le bollette da mesi, siamo senza acqua calda e senza riscaldamento».

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