Sicurezza
Cambio di nome, 426 vogliono mantenere Rosignano Solvay
Concluso il sondaggio via web del Tirreno: hanno risposto 509 lettori, solo 83 i favorevoli a Marina di Rosignano
ROSIGNANO. Si è concluso il sondaggio sul Tirreno on line, con il quale i cittadini hanno potuto esprimere il loro parere circa la proposta di cambiare il nome di Rosignano Solvay in Marina di Rosignano o Rosignano a Mare. Sono state 426 le persone che hanno bocciato l’idea lanciata da alcuni tra albergatori e operatori turistici contro 83 cittadini che si sono dichiarati a favore. La proposta non è nuova. Fu lanciata, nel 2013, dall’Unione albergatori di Rosignano. Incontri pubblici, dibattiti, la volontà di raccogliere le firme da consegnare direttamente nelle mani del sindaco. Poi le elezioni amministrative e, quindi, il silenzio. Una proposta che divide. Da una parte tutti quelli che non vogliono rinnegare il vissuto di Rosignano nato attorno alla fabbrica chimica voluta e costruita appunto da Ernest Solvay.
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Un paese progettato attorno allo stabilimento, cresciuto negli anni venti del secolo scorso: il villaggio Solvay, appunto, con le sue strade alberate, le sue scuole, il suo teatro, il suo spaccio alimentare e, perfino, con il suo stabilimento balneare: il Circolo Canottieri. Una storia di generazioni, quando la Solvay dava lavoro alla quasi totalità dei residenti. Storie di padri e nonni, di battaglie e conquiste per i lavoratori, una fabbrica che, con tutti i suoi pro e contro, ha segnato la crescita sociale e identitaria di una comunità. Contrari al cambio di nome si sono detti Giacomo Luppichini, presidente dell’Anpi, Giacomo Cantini presidente della Pro Loco di Rosignano, Roberta Torretti, che per anni ha rivestito il ruolo di consigliere comunale del Pd e contraria, a livello personale, ma disposta a parlare con gli operatori per localizzare l’area a mare di Rosignano, l’assessore al commercio e turismo Licia Montagnani. Gli anni sono passati. La fabbrica, tra diretti e indotto, darà oggi lavoro a poco più di mille persone. L’attenzione alle risorse ambientali, alla valorizzazione del territorio, all’inquinamento, non sono più temi snocciolati da gruppi minoritari di ecologisti. Diventano il tramite per uno sviluppo economico e turistico che può dare lavoro. C’è internet, ci sono i social sui quali postare notizie e immagini. Da qui la voglia, di chi sostiene il cambio di nome, di provare a smarcarsi da un toponimo che riconduce immediatamente alle ciminiere per sostituirlo con un sostantivo, “mare” appunto, che evoca spiagge, ombrelloni e sole. Che si chiami Marina di Rosignano o Rosignano mare, poco importa. È stato costruito un grande porto turistico, il Marina Cala de’ Medici, un borgo, c’è il lungomare che porta fino a Castiglioncello con i suoi locali e le sue piazze da rivalutare.
E non è perciò un caso se a favore del cambio di nome o comunque a localizzare in maniera turisticamente diversa la zona a mare di Rosignano da quella a monte, si è detto Domenico Chiste dell’Unione commercio e turismo, Enrico Colombaioni che fa parte dell’Unione albergatori, Flavio Fabbri presidente del Centro commerciale naturale e Roberto Creatini presidente provinciale dell’Unione Pro Loco che invita anche i cittadini di Castiglioncello e Vada ad esprimersi a favore del cambio di nome.
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