Gioco
Raccolte più di 1.000 firme per l’aumento delle pensioni
CECINA. Già raccolte in provincia oltre mille firme a sostegno della petizione Cia e Anp Toscana per aumentare le pensioni basse. Per la firma c’è tempo fino al 31 ottobre in tutte le sedi zonali Cia...
CECINA. Già raccolte in provincia oltre mille firme a sostegno della petizione Cia e Anp Toscana per aumentare le pensioni basse. Per la firma c’è tempo fino al 31 ottobre in tutte le sedi zonali Cia di Livorno. «Quella delle pensioni basse è una situazione che coinvolge migliaia di pensionati al limite del disagio sociale. Occorre un impegno serio del governo per superare questa condizione, di fatto inaccettabile», dice Pandolfo Antonio, presidente Anp Livorno.
Sono mille le firme raccolte dall’Anp Cia Livorno per richiedere l’aumento delle pensioni basse. Tanti cittadini, lavoratori, giovani, rappresentanti di istituzioni, hanno aderito insieme ai pensionati alla petizione popolare che chiede di recuperare il potere d’acquisto delle pensioni basse, che negli ultimi anni hanno perduto oltre il 30% del loro valore. E c’è ancora tutto ottobre per firmare la petizione dell’Associazione pensionati della Cia Toscana, che chiede un intervento migliorativo sulle pensioni.
«È un’emergenza sociale che coinvolge migliaia di cittadini quella che deve essere affrontata – sottolinea il presidente Anp Cia Livorno –. È una situazione intollerabile ed eticamente non degna di uno Stato che si definisce civile».
La petizione è una piattaforma di rivendicazioni che riguarda tutti i pensionati e gli anziani, in particolare per quelli che risiedono nelle aree rurali e montane, che più di altri soffrono di carenza di servizi sociali e civili. «Il trattamento minimo deve essere di 650 euro mensili come stabilisce la carta sociale europea – prosegue –. Ma anche una sanità pubblica e universalista organizzata sul territorio con servizi adeguati nelle aree rurali e montane. Chiediamo anche una politica verso la non autosufficienza per il sostegno economico e organizzativo alle persone e alle famiglie. E al governo di confrontarsi e ascoltare le nostre rivendicazioni, intervenendo sui mali che affliggono il Paese, come l’evasione fiscale, la criminalità, la corruzione nella vita pubblica, i privilegi assurdi presenti in numerosi ambiti della nostra società».
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