Il dolore
«Ho rincorso i due rapinatori della banca»
Cecina: c’è un testimone che li ha notati «Vestiti in modo strano, sul Prato li ho persi»
CECINA. «Mi hanno colpito perché erano vestiti in modo strano, come fossero turisti un po’ eccentrici». C’è qualcuno che i due banditi che hanno rapinato nella tarda mattina di lunedì la filiale del Monte dei Paschi su corso Matteotti, li ha visti sia mentre si dirigevano verso il centro che quando si sono dati alla fuga. Un super-testimone che non è riuscito a vederli chiaramente in faccia, perché come ci spiega, si erano ben camuffati, ma che li ha addirittura inseguiti fino a piazza Carducci, in cima a vicolo Bargilli.
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Si tratta di Simone Cavallini, noto ristoratore titolare dell’enoteca Vinalia, su vicolo San Leopolo, che lunedì intorno alle 12,30 stava lavorando nel suo ristorante come fa d’abitudine. «A un certo punto - racconta Cavallini - ho visto queste due persone passare davanti al locale, venivano da vicolo Bargilli ed erano dirette verso il centro». Il percorso fatto dai due malviventi, come ricostruito dai carabinieri che indagano sul colpo messo a segno alle 12,40 di lunedì 28 settembre al Monte dei Paschi, e ripreso, almeno in parte, dalle telecamere di piazza del Duomo, effettivamente conferma come abbiano percorso (all’andata e al ritorno) vicolo San Giuseppe, vicolo San Leopoldo e poi vicolo Bargilli.
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«Diciamo che erano due uomini - prosegue Cavallini - che si notavano. Erano vestiti in modo appariscente e avevano un’andatura un po’ strana, come fossero affannati. Diciamo che sembravano due turisti fasulli, camminavano come se non volessero dare nell’occhio». Il gestore del noto locale deve essere rimasto colpito proprio dalla singolarità di questi due uomini di passaggio sul vicolo. «Non li ho visti in faccia - prosegue - anche perché almeno uno, quello vestito di chiaro (come hanno confermato anche i dipendenti della banca e le riprese delle telecamere, ndr) aveva anche una specie di sciarpa che gli copriva un po’ il volto gli occhiali da sole e con una mano si toccava il viso, forse per coprirselo».
Cavallini racconta di essere rimasto perplesso alcuni secondi, «poi ho pensato all’ultima rapina fatta d’agosto, e ho deciso di vedere dove andavano questi due. Sono uscito dal ristorante, ho visto che erano diretti in vicolo San Giuseppe, e poi ho lasciato perdere. Ho pensato di esagerare, e non ho più dato peso alla cosa».
Il ristoratore è tornato indietro e si è rimesso a lavorare dentro il suo locale. Pochissimi minuti dopo, però, ha notato qualcosa che non solo lo ha insospettito, ma addirittura lo ha fatto decidere di vederci chiaro. «Dopo neanche cinque minuti - prosegue Cavallini -, mentre ero nel ristorante, ho visto ripassare i due uomini. Correvano ed erano diretti in senso opposto (verso vicolo Bargilli), uno dei due aveva anche un borsotto in mano che prima, al primo passaggio, non avevo notato». Cavallini ha capito che quei due non dovevano essere semplici turisti eccentrici. «Giusto il tempo di uscire dal ristorante - e li ho seguito, rincorrendoli. Non saprei descriverli bene fisicamente, però non mi sembravano giovanissimi anche se mi sembravano messi bene fisicamente perché correvano forte».
Cavallini ha tentato di non perderli di vista, «ma quando sono arrivato in cima a vicolo Bargilli - termina -, all’altezza del Pistacchi, circa un minuto dopo loro, i due non c’erano più. Non sono stato in grado di vedere se avessero uno scooter o un’auto, non c’erano neanche mezzi nelle vicinanze».
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Intanto i carabinieri della compagnia di Cecina, che stanno acquisendo le testimonianze dei negozianti circostanti il Monte dei Paschi, che già il 13 agosto scorso era stato rapinato, proseguono le indagini analizzando le riprese delle telecamere di piazza della Chiesa e di piazza Carducci, oltre che gli esiti delle verifiche effettuate lunedì dopo la rapina dal reparto scientifico.
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