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Mattatoio comunale niente trasloco nel bando di gara

Mattatoio comunale niente trasloco nel bando di gara

La giunta fissa le linee guida per l’affidamento dell’impianto Tre anni di gestione prorogabili per un analogo periodo

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CECINA. Il Comune di Cecina affida in gestione per tre anni il macello pubblico, con possibilità di proroga per un analogo periodo. Lo ha deciso la giunta, che sottolinea come il mattatoio pubblico cecinese sia da tempo gestito direttamente (attualmente dalla Macellazioni 3M Srl) e rappresenti l’unica attività sul territorio a sostegno dell’allevamento di specie animali autoctone. La delibera, che fissa le linee guida per il bando di gara, non fa alcun accenno all’ipotesi di una nuova collocazione dell’impianto di via Curtatone e Montanara, che col tempo è finito per trovarsi inserito nell’abitato della Ladronaia.

Per garantire l’interesse primario delle amministrazioni partecipanti al protocollo d’intesa dei dieci Comuni della Bassa Val di Cecina e delle Province di Livorno e Pisa, cioè la “salvaguardia anche sanitaria della filiera corta delle carni dalla produzione al consumo (chilometri zero), sostenendo la qualità della macellazione sul territorio a minor costi possibili”, si è deciso di intervenire a sostegno dell’attività. Su cui, peraltro, l’amministrazione comunale esprime un giudizio positivo pur rilevando “alcune criticità del settore”.

L’indirizzo è chiaro. “Considerate le finalità di pubblico interesse dell’attività di macellazione sul territorio – si legge nella delibera 154 del 21 agosto –, il Comune ritiene di premiare l’offerta più vantaggiosa in un’ottica tuttavia di valorizzazione delle produzioni locali, della salvaguardia dei posti di lavoro (professionalità, modalità organizzative del lavoro, valorizzazione della zootecnia locale”. E per questo si privilegerà l’offerta tecnica piuttosto che quella economica dal momento che questa farà “riferimento all’importo del canone al netto dell'importo standardizzato delle manutenzioni straordinarie”. L’importo a base di gara dovrebbe essere nell’ordine dei 42.000 euro, al lordo degli oneri di manutenzione straordinaria.

Negli anni scorsi le Province di Livorno e Pisa hanno sostenuto economicamente, nel totale 50.000 euro, la riqualificazione del mattatoio per l’ottenimento del certificato Ce dell’impianto. Il mattatoio svolge una funzione di servizio per allevamenti e macellerie della zona, altrimenti le aziende dovrebbero rivolgersi a strutture private e le più vicine sono a San Vincenzo e Grosseto. Al di là della localizzazione, nel tempo l’espansione della città ha portato l’impianto a trovarsi inserito nel contesto urbano, il macello comunale è una realtà d’impresa che svolge un servizio prezioso. In Toscana c’è solo un’altra realtà pubblica, a San Miniato.

Nelle delibera di giunta dello scorso 21 agosto è stata anche fissata una tabella in cui vengono riaggiornate le tariffe relative alla “macellazione a peso morto per gli operatori commerciali con lavorazione delle tri ppe”. Con questi presupposti la giunta ha stabilito l’affidamento in concessione della gestione diretta del macello per il quale sarà fatta una gara pubblica.

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