Il Tirreno

Disabile bloccato al cancello del porto

di Anna Cecchini
Una foto d'archivio del porto di Rosignano
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Una foto d'archivio del porto di Rosignano

Rosignano: protesta un residente: «Mi hanno fatto entrare solo coi carabinieri». L’ad della struttura: «Bastava avesse pazienza»

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ROSIGNANO. Si è sentito discriminato a causa della sua disabilità, e vuole sottolineare anche quella che considera una gestione quanto meno discutibile del porto Cala de' Medici.

Uno sfogo, quello di Mauro Gazzarri, disabile che risiede in zona, che è legato a un episodio avvenuto la sera di sabato del 26 settembre davanti alla sbarra di ingresso del complesso turistico sul lungomare rosignanese. «Io e mia moglie, in auto - racconta Gazzarri, che è in sedia a rotelle - siamo andati al porto e una volta davanti alla sbarra ho esposto il cartellino dei disabili per accedere, come faccio abitualmente, ai parcheggi interni riservati ai portatori di handicap». Il problema è che questa volta, a quanto racconta il residente, le cose sono andate diversamente. Tanto che a un certo punto Gazzarri ha deciso di chiamare i carabinieri. "È uscita la guardia dalla garitta - prosegue - e mi ha detto che non potevamo entrare. Io ho insistito e il responsabile del porto, il quale mi ha spiegato che di solito l'ingresso al porto è per tutti, ma che in questi giorni di festa (al cala de' Medici il fine settimana c'era La Rotta del vino, ndr) le disposizioni erano diverse, per ragioni di disponibilità di porti auto».

Gazzarri è rimasto chiaramente turbato da questo tipo di trattamento. Solo a quel punto ha chiamato i carabinieri, che dopo pochi minuti sono arrivati all'ingresso del porto turistico. «A quel punto - prosegue il cittadino - mi è stato detto che mi avrebbero trovato un posto auto all'interno. È arrivata anche una seconda persona, che dopo si è qualificata come l'amministratore delegato del porto, che mi ha spiegato come la struttura è privata e che l'accesso viene quindi regolato come loro preferiscono». Un'affermazione che Gazzarri non condivide. «È vero che la struttura è privata - sottolinea -, ma è altrettanto vero che all'interno ci sono svariati esercizi commerciali. Quindi ai disabili deve essere garantito il diritto al parcheggio interno». La spiacevole situazione si è conclusa e Gazzarri è riuscito ad entrare all'interno del Cala de' Medici, «ma solo perché alla fine ho chiamato i carabinieri. Dico solo che dietro di noi c'era un'auto con due signori e un'altra persona disabile, anche loro non sono stati fatti entrare e sono andati via disgustati dall'accaduto». Una volta superata la sbarra all'ingresso del complesso turistico, il cittadino è ulteriormente stupito. «Ci avevano detto - termina - che i posti auto erano stati assegnati, invece all'interno, sia nella zona parcheggio lato sud che in quella vicina all'ingresso, c'erano almeno una decina di parcheggi per disabili liberi. Penso non tanto a me, ma a bambini e ragazzi disabili che in quell'occasione avrebbero voluto poter visitare il porto ma non ne avrebbero avuto possibilità».

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L'amministratore delegato del Cala de' Medici, Matteo Ratti, a cui abbiamo chiesto spiegazioni sulla vicenda, premette che «avevamo una manifestazione e non sapevamo più dove mettere le persone in entrata». E poi fornisce la sua ricostruzione della vicenda. «L'ingresso, - dice- per La Rotta del vino era consentito solo a chi ha un posto auto in porto, quindi i soci. L'altra sera è arrivata questa persona e ha chiesto di entrare, è uscita la guardia giurata, che non è un nostro dipendente diretto ma di una società di vigilanza esterna, e ha spiegato che entravano solo i soci. Questa persona ha insistito e la guardia ha chiamato Gualandi, il direttore del porto, che ha impiegato otto minuti ad arrivare all'ingresso».

Ratti prosegue spiegando che «in questo lasso di tempo il signore ha chiamato i carabinieri. Nel frattempo il direttore è arrivato e si è detto disponibile a cedere a questa persona il proprio posto, ma il signore ha risposto che questo veniva fatto solo perché lui aveva chiamato i carabinieri». Dopo poco, davanti alla sbarra del Cala de' Medici, è arrivato anche Ratti. «Gli ho detto che lo avremmo fatto entrare - sottolinea l'ad del porto - cedendogli il posto mio o del direttore. Oltretutto se un automobilista ci dice che è ospite di un socio, normalmente lo facciamo entrare. Ma il signore ha cominciato a lanciare offese, sono andato lì con tutti i buoni propositi ma sono stato assalito».

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