Sicurezza
«Assurdo nominare un direttore»
Caos Pubblica assistenza, Giovannini contrario all’idea di Lippi: «L’associazione è un bene da salvare»
CECINA. Lancia un appello ai cittadini, perché un bene, fondamentale, come quello della Pubblica assistenza venga mantenuto e anzi incrementato. E sottolinea l'importanza della capacità di fare, certo sempre affiancata alla volontà. Romano Giannini, presidente dimissionario della Pubblica assistenza cecinese, si rivolge alla cittadinanza, oltre che a dipendenti, soci e volontari dell'associazione, per tentare di calmare le acque a seguito delle dimissioni di 7 consiglieri (lo stesso presidente e altri sei) che la scorsa settimana hanno portato allo scioglimento dell'intero consiglio direttivo.
Da qui la necessità di rinnovo dei vertici, e la decisione di riunire, il prossimo 24 ottobre, l'assemblea ordinaria dei soci per la formazione della commissione elettorale. E se nei giorni scorsi Mario Carugi e Giuseppe Poli, rispettivamente ex vicepresidente e consigliere, hanno voluto sottolineare di dissociarsi da quanto accaduto e che proprio la catena di dimissioni avrebbe portato ad affondare i progetti dell'associazione, Giovannini risponde che «per una semplice discussione, 7 consiglieri non avrebbero dato certamente le dimissioni». Come a voler ribadire che i contrasti, all'interno del consiglio, sono stati più pesanti di quanto li abbia descritti Carugi. «Lungi da me fare polemiche - esordisce Giovannini -, la cosa che mi costringe ad intervenire è data dal fatto che sono stati messi in moto i soliti imbonitori che puntualmente si adoperano per le sponsorizzazioni». Giovannini anticipa «quanto mi ero ripromesso di relazionare all'assemblea del 24 ottobre. I termini di approccio della Pubblica assistenza sono cambiati. L'associazione per avere un futuro dovrà guardare oltre la siepe». L'ex presidente sottolinea inoltre che «i rapporti con l'ente pubblico si sono evoluti in maniera tale che ogni progetto o investimento dovranno passare per un esame attento, in modo che per i fini statutari e nell'interesse della comunità, si vada ad integrare quello che nell'assistenza, data dai servizi pubblici, rimarrà scoperto».
Poi l'appello, accorato, alla cittadinanza affinché difenda un bene primario come quello della Pubblica assistenza "dal valore economico non certamente inferiore ad altre attività locali». E ancora, Giovannini insiste sulla necessità di avere consiglieri «preparati scolasticamente e professionalmente». Contattato, l'ex presidente della Pubblica assistenza spiega che «non basta dire di voler fare, bisogna saper fare. È come dire che non si può amministrare un'azienda senza le capacità necessarie».
Quanto all'ipotesi tirata in ballo dal sindaco Lippi a ridosso dello scioglimento del consiglio direttivo, ossia quella di nominare un direttore dell'associazione, alcuni soci e volontari, da quanto trapela dalla sede di piazza Alessandrini, sembrano favorevoli all'idea, Giovannini invece la considera infattibile: «sarebbe un aggravio di costi che la Pubblica assistenza non può permettersi. Se abbiamo impiegati capaci, utilizziamo quelli. Un consiglio, una serie di responsabili dei settori e amministrativi capaci credo vadano bene».
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