Il Tirreno

«Scarichi Solvay, troppo mercurio»

«Scarichi Solvay, troppo mercurio»

Monitoraggio Arpat rivela che rame e piombo sono diminuiti: «Arsenico alto»

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ROSIGNANO. I parametri degli agenti inquinanti sono tendenzialmente migliorati. Quel che resta sul livello di attenzione, per quanto riguarda le acque costiere, sono i parametri del mercurio e del tributilstagno. Queste, in estrema sintesi, le informazioni che Arpat fornisce in un aggiornamento dei dati disponibili sull’attività dello stabilimento chimico locale. Un aggiornamento che, come scrive Arpat, è stato fatto con i dati «forniti dall’azienda, del Registro europeo degli inquinanti, quelli derivanti dagli obblighi dell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) con dati 2010-2014, e quelli relativi ai controlli fatti periodicamente da Arpat (dati 2010-2014)». Per quanto riguarda il Registro europeo degli inquinanti, l’Agenzia per l’ambiente fa sapere che dalla disamina dei quantitativi di metalli pesanti scaricati a mare tra il 2000 e il 2013, si ricavano i seguenti andamenti: «L’arsenico e il cadmio sono aumentati dal 2011 al 2012, per poi diminuire nel 2013; per il rame e il piombo non si osservano variazioni significative; il cromo e lo zinco si mantengono sostanzialmente invariati nel triennio». L’aggiornamento di Arpat prosegue analizzando i dati dell’Aia. «In riferimento al computo dei metalli scaricati a mare è necessaria una precisazione - scrive Arpat - in quanto i valori dei quantitativi pubblicati dal Registro europeo sopra richiamati differiscono dai corrispondenti valori trasmessi da Solvay nei report annuali. Tale discrepanza, che riguarda tutti i parametri dei metalli pesanti, è dovuta a differenze nelle procedure di prelievo ed analisi. In ogni caso fra le due metodologie di rilevazione, quella del Registro europeo, per la maggiore frequenza di campionamento, risulta più attendibile». E ancora «ai controlli Arpat - scrive l’agenzia per l’ambiente - sullo scarico a mare, è sempre stato rispettato il limite previsto per la concentrazione dell’arsenico, mentre non sono stati rispettati, talvolta, i limiti di boro, alluminio e ferro». Arpat affronta infine il monitoraggio marino costiero comprende il punto di prelievo Rosignano Lillatro, che «evidenzia negli ultimi anni una concentrazione di arsenico ampiamente inferiore al limite di buona qualità ambientale. Per quanto riguarda la concentrazione di arsenico nei sedimenti, questa è superiore al limite di buona qualità ambientale (14.4 mg/kg) ma in linea con quanto rilevato nei punti di monitoraggio di buona parte della costa Toscana. Ai fini del raggiungimento a fine 2015 dell'obiettivo stabilito dall'Unione Europea per una classificazione di "buono" per le acque marino-costiere, si osserva che l'area "Rosignano-Lillatro" - nel 2014 - ha raggiunto questa classificazione per lo "stato ecologico", mentre non è così per lo "stato chimico" - come per tutte le aree della costa toscana - per i valori relativi al mercurio ed al tributilstagno».

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