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Cr Volterra: voci di fusione «No, la banca resta single»

La sede della Cassa di risparmio di Volterra
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La sede della Cassa di risparmio di Volterra

La Fondazione interviene dopo l’ipotesi di matrimonio con la Cassa di San Miniato. Il presidente Mugellini: «Manterremo un ruolo propulsivo per la Valdicecina»

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VOLTERRA. La Cassa di risparmio di Volterra rivendica la propria autonomia e «il ruolo propulsivo per lo sviluppo della Valdicecina». Un messaggio diramato dopo le insistenti voci, che si rincorrono ormai da anni e che disegnerebbero una fusione tra l’istituto di credito diretto da Roberto Pepi e la Cassa di risparmio di San Miniato.

Parole, quelle di Augusto Mugellini, presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Volterra, che intendono chiudere la porta a eventuali trattative, in un momento delicato. Le casse di risparmio, infatti, sono alle prese con la definizione di nuovi equilibri tra governance e proprietà, in base al protocollo Acri-Mef, sottoscritto nell’aprile scorso tra l’Associazione che riunisce le casse di risparmio e le fondazioni bancarie e il Ministero dell’economia e delle finanze.

L’ipotesi fusione, quindi, non esiste per i volterrani. Ed è un «bellissimo sogno» per i saniminatesi, considerate le parole del direttore generale della Cassa di risparmio di San Miniato, Silvano Piacentini, pronunciate a margine di una conferenza stampa sulla partecipazione della città della Rocca all’Expo. «Non c'è niente di concreto - ha detto Piacentini - Sicuramente è un bel progetto, anche perché talvolta tendiamo un po' tutti a soffrire di nanismo, quando invece è proprio il gioco di squadra l'unico modo per uscire dalla crisi. È solo sogno, un sogno bellissimo, ma non è vero che ci stiamo lavorando».

«Rivendichiamo il ruolo propulsivo per lo sviluppo del territorio della Cassa di risparmio di Volterra - ha invece dichiarato Augusto Mugellini - da sempre attenta alle esigenze delle famiglie e delle piccole e medie imprese, a cui non ha mai fatto mancare il proprio sostegno anche nei recenti difficili anni di crisi economica». Anzi, lo stesso Mugellini aggiunge: «Stiamo lavorando per garantire l'autonomia dell'Istituto nel quale la Fondazione manterrà una elevata partecipazione nei limiti consentiti dall’accordo Acri-Mef».

Della vicenda ha parlato anche l’assessore alle opere pubbliche, Paolo Moschi: «Difendiamo la "volterranità" della banca, intesa come orientamento ad un territorio specifico. La grande economia di massa non sempre è un valore aggiunto. E riteniamo che ogni logica di fusione, remotissima, sia solo l'eredità di una mentalità politica del passato che puntava a tutto tranne che alla salvaguardia della zona».

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