Il Tirreno

Scovate 100 case fantasma il Comune va all’incasso

di Manolo Morandini

Nella platea degli immobili sconosciuti seconde abitazioni e fondi commerciali Imposta sulla casa: 1.200 avvisi per incongruenze sul gettito per 900.000 euro

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CECINA. Stanati dopo anni di anonimato. A un centinaio di proprietari di seconde case o fondi commerciali sta per arrivare il conto dell’ufficio Tributi di Cecina. Un primo gruppo di evasori totali, rintracciati incrociando varie banche dati, a cominciare da quella del Catasto. Ma non è escluso che ne vengano rintracciati degli altri. Il contributo maggiore alle casse comunali è atteso però dall’incasso delle somme dovute da chi ha pagato ma non correttamente le imposte sulla casa. La stima è di 900.000 euro.

I cento fantasmi. I cento fantasmi dall’assessore al Bilancio Federico Cartei vengono indicati come «quelli su cui non abbiamo dubbi sulla loro posizione. Abbiamo fatto una scrematura. Insomma, non si tratta di casi di incongruenze nei documenti, ma di evasione». In via Landi è corsa contro il tempo per non perdere il gettito dell’Ici 2010 prima che scatti la prescrizione dei cinque anni. A fermare il calendario saranno le lettere in partenza all’inizio di ottobre dall’ufficio Tributi. Avvisi in cui al conto dell’Ici si aggiungono gli importi della sanzione per l’omessa dichiarazione e gli interessi. Il tutto per una cifra totale nell’ordine dei 50.000 euro. Ma è solo un primo passo nel segno dell’equità.

Analoghe richieste di pagamento partiranno per gli anni successivi e per la tassa sui rifiuti dal 2012, anno da cui è in capo al Comune la riscossione diretta. Un primo passaggio per la riscossione bonaria a cui l’assessore promette che «se non andrà a buon fine attiveremo Equitalia».

Il conto delle incogruenze. La battaglia sul fronte dell’equità, spinta dal bisogno di dare ossigeno alle casse comunali, in materia di imposte sugli immobili c’è anche un’altra partita. «Abbiamo riscontrato circa 1.200 casi di incongruenze nei pagamenti – spiega l’assessore Cartei –. In valore la stima è di 900.000 euro. Una cifra che non è stata iscritta a bilancio e che una volta incassata contiamo di impiegare per alleggerire il carico fiscale su alcune categorie di contribuenti». Che aggiunge: «Con i soldi che andremo a recuperare l’idea è di intervenire sulle aliquote per esempio Imu previste per le attività commerciali e anche per la tariffa sui rifiuti a carico delle seconde case. In questo caso, un proprietario che si trova ad utilizzare l’appartamento per uno o due mesi all’anno paga per tutto l’anno come se fosse abitato da una famiglia di quattro persone».

La caccia ai falsi residenti. Sono un’ottantina a Marina di Cecina i falsi residenti e altri cinque sono stati individuati a San Pietro in Palazzi. In gergo burocratico si parla di “posizioni incongruenti”. Nomi e cognomi, con tanto di indirizzi, che adesso sono in mano alla polizia municipale a cui spettano le verifiche sul campo. Le conferme arriveranno dopo i tre sopralluoghi nell’arco dell’anno degli agenti della municipale. Solo dopo se l’esito confermerà che l’abitazione è vuota gli uffici del Comune procederanno alla cancellazione della residenza dall’anagrafe di Cecina e all’emissione dei ruoli per il recupero delle tasse e delle imposte non versate negli ultimi cinque anni. Quanto vale la partita? Una cifra significativa in termini di elusione ed evasione. Solo per gli arretrati la stima con tanto delle sanzioni sfiora i centomila euro. E si tratta dei primi 85 casi su cui si sta muovendo l’amministrazione.

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