Il dolore
Crollano le donazioni al Centro trasfusionale
Il presidente Avis Cecina all’Azienda sanitaria: «L’organico è inadeguato» All’appello nei primi 9 mesi dell’anno mancano 146 sacche di plasma
CECINA. All’appello mancano 199 donazioni. Questo il calo registrato tra gennaio e settembre dal gruppo Avis comunale di Cecina, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In numeri 2.412 donazioni contro le 2.611 del 2014. «Un risultato non veritiero per le potenzialità che sono presenti nel nostro territorio. I donatori di sangue e plasma ci sono», dice il presidente Massimo Simoncini, che invita a rivedere il modello organizzativo del Centro trasfusionale. Il crollo fa suonare un campanello d’allarme e dall’Avis locale sperano che si avverta anche nelle stanze dell’Azienda sanitaria.
In città i donatori effettivi sono un esercito di 1.980 volontari. Da gennaio alla schiera si sono aggiunte 65 persone, molti meno dei 173 nuovi associati registrati fino a settembre del 2014, quando alla fine dell’anno il dato si attestò a quota 269. Il presidente Avis Simoncini non ci gira intorno. «L’organico del Centro trasfusionale di medici e infermieri non è più confacente al fabbisogno – dice –. Anche in relazione all’aumento del numero dei donatori non abbiamo riscontrato un incremento del personale. E il risultato sono attese anche di due ore prima di poter fare la donazione di sangue o plasma».
I tempi d’attesa scoraggiano anche per un altro dato messo in luce dal presidente Avis. «Tra gli associati riscontriamo casi in cui il proprio datore di lavoro non consente che si assentino per la donazione di sangue, ovvero che usufruiscano del permesso giornaliero». Da qui la proposta di «modulare l’apertura del centro trasfusionale con orari differenti, anche in forma sperimentale. Ad oggi non è ancora sicuro se sarà possibile garantire l’apertura la seconda domenica di ottobre». Insomma, l’apertura dalle 7,30 alle 10,30 dal lunedì al sabato mal si concilia con le esigenze di lavoro di molti associati Avis.
Ci sono poi gli scoraggiati dalla donazione differita. La nuova modalità introdotta da quest’anno dalla Regione Toscana, che prevede al primo incontro gli esami per la sicurezza degli emocomponenti e al secondo la donazione, si è rivelata un ostacolo insormontabile per 68 persone a Cecina. Di queste 37 si sono presentate al primo appuntamento, quello della visita medica. E le altre 31 hanno rinunciato in partenza.
Simoncini lancia un appello ai dirigenti sanitari: «incontriamoci per parlare di un novo modello organizzativo. È necessario anche rendere più efficace il sistema di prenotazione per contenere l’affollamento delle prime ore».
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