Il dolore
Niente moduli e fotocopie, ci boicottano
Il comitato per la sanità pubblica cecinese accusa: «Non vogliono il nostro referendum»
CECINA. "Stanno boicottando il nostro referendum". E' l'accusa che il comitato per la Sanità Pubblica di Cecina lancia a proposito dei banchetti per la raccolta di firme per abrogare la legge 28/2015 di riordino del servizio sanitario regionale. Banchetti il cui svolgimento sarebbe in sostanza limitato con pratiche di ostruziomismo»
Il comitato accusa: "Non ci forniscono i moduli per raccogliere le firme e ci negano di fotocopiarli, minacciando di annullare le firme raccolte sui moduli che non siano dati dalla regione. Temono la mobilitazione". La protesta è forte. Si chiede a chi ha a cuore il referendum di inviare e mail di protesta al presidente del consiglio regionale Eugenio Giani. "Che fine ha fatto la democrazia partecipata? Avete paura dei cittadini elettori?".
E minacciano, in caso di boicottaggio del referendum, di "non pagare i ticket sanitari". Sostenendo che i cittadini già partecipano col prelievo fiscale direttamente in busta paga.
Infine medici, infermieri, operatori sanitari devono essere messi prima di tutto nelle condizioni di fare il proprio lavoro, che è quello di prestare cure mediche e assistenza, non quello di riscuotere tasse e balzelli!».
Il comitato conclude. « Fate valere la vostra etica professionale non fatevi usare per fare cassa e risanare "buchi" nei bilanci causati da chi agisce per il proprio interesse personale e non tiene conto dell'interesse collettivo. Tagliamo i profitti, non i servizi!»
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