Attenzione
Paganelli è contrario: «Si nega solo l’evidenza»
ROSIGNANO. Si definisce «assolutamente contrario». Massimo Paganelli, ex direttore di Armunia, non ha dubbi: cambiare nome a Rosigano «significherebbe snaturare la ragione per cui mi chiamo Massimo e...
ROSIGNANO. Si definisce «assolutamente contrario». Massimo Paganelli, ex direttore di Armunia, non ha dubbi: cambiare nome a Rosigano «significherebbe snaturare la ragione per cui mi chiamo Massimo e sono andato alle Spiagge bianche fino a 17-18 anni». Come dire che è stat la fabbrica ad aver dato un marchio, indelebile, al territorio.
«Di fatto- prosegue Paganelli - il paese è nato attorno a quella fabbrica, che, volenti o nolenti, esiste. E tra l’altro mi auguro che continui ad esserci, perché rappresenta un’occasione di ricchezza». Paganelli, è evidente, ne fa una questione di storia, non di preferenza per l’attività industriale rispetto a quella turistico-ricettiva. «Naturalmente - dice ancora - con l’attività Solvay si pone il problema del controllo delle regole, che però viene portato avanti dal livello locale a quello europeo. Lo stabilimento Solvay c'è, o si elide allora si chiama il paese come ci pare, o questa cosa non ha senso». «Siamo tutti cresciuti qui - termina - e sappiamo che senza Solvay tante persone non avrebbero potuto fare tante cose. Negare l’evidenza è assurdo. Mi auguro che lo stabilimento vada avanti, e che crei lavoro e ricchezza».(a.c.)
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