Il Tirreno

Carugi contro le dimissioni

Pubblica Assistenza: «Nessuna offesa, affondato tutto»

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CECINA. Il caos alla Pubblica Assistenza di Cecina con la raffica di dimissioni che ne sono seguite (sei consiglieri più il presidente Giovannini) che hanno provocato lo scioglimento del consiglio e la necessità di indire nuove elezioni, è ancora fonte di discussione. In particolare, sulla vicenda (l’assemblea dei soci è convocata per il 24 ottobre) , registriamo un intervento firmato da Mario Carugi, vice presidente dell’associazione e dal consigliere Giuseppe Poli. Un intervento in cui di fatto si esprime rammarico perché con le catena di dimissioni si è voluto “affondare tutto” . E si dissociano da quanto è accaduto.

«È noto a tutti - scrive Carugi - quello che è successo alla Pubblica Assistenza; in qualità di vice presidente vorrei precisare meglio cosa è avvenuto contro la mia volontà (e di altri consiglieri), senza però fare polemica. Abbiamo lavorato seriamente due anni, facendo un notevole investimento con l'Avis e un soggetto privato, creando un ambulatorio con risonanza magnetica, raggi x ed ecografia. Il consiglio della Pubblica Assistenza ha approvato questo percorso all'unanimità; indice del fatto che i rapporti erano volti a fare il bene di tutti».

Carugi prosegue: «Il sottoscritto, infatti, non è mai andato contro il presidente, anzi, ne ha sempre condiviso percorsi e atti. Questo per confermare la ferma volontà di arrivare a fine mandato nel migliore dei modi». Ed entrando nel merito della vicenda che ha scatenato le dimissioni aggiunge: «I fatti degli ultimi giorni sono andati come il presidente li ha descritti, dunque li sottolineo, ma con una mia personale precisazione: c'è stata un'accesa discussione tra tre consiglieri, diciamo anche ad alta voce, ma non ci sono mai state offese personali, come possono testimoniare alcuni ormai ex consiglieri (non dimissionari) tra cui Poli Giuseppe. Da questa discussione si è venuta formando la volontà di altri cinque consiglieri di affondare il tutto».

Carugi e Poli concludono il loro intervento ringraziando “soci, dipendenti, volontari e 'opinione pubblica”, ma precisano che di quanto è accaduto nell’associazione di piazza Alessandrini “non si sentono responsabili”.

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