Il dolore
Cambio di nome, in vantaggio "Rosignano Solvay". Ditelo con un "mi piace"
Rosignano: nettamente superiori i cittadini che, tramite il sondaggio del Tirreno che prosegue, si sono espressi perché il nome della frazione resti legato a quello di Solvay
ROSIGNANO. Sono stati 406 i cittadini che, fino alle 19,30 del 23 settembre, hanno partecipato al sondaggio promosso sul sito web del Il Tirreno attraverso Facebook e che quindi hanno espresso la loro idea sul cambiare o meno il nome a Rosignano Solvay. Il sondaggio prosegue sul social del nostro giornale, dove i lettori possono esprimere la loro preferenza con un “mi piace” all’una o all’altra ipotesi (Rosignano Solvay, Marina di Rosignano).
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Al momento sono nettamente in testa, con 349 voti espressi, coloro che si dicono contrari a togliere “Solvay”, il cognome di chi un secolo fa ha fondato la fabbrica in quel pezzo di territorio in riva al mare, per sostituirlo con “marina” (57 voti). Ma di là dai voti espressi, il dibattito si è acceso. Un dibattito, tra favorevoli e contrari, che ha preso corpo non tanto nelle stanze della politica e dell’amministrazione comunale, quanto piuttosto sui Social. Dibattono gli operatori commerciali, i cittadini che con il commercio ed il turismo niente hanno a che vedere; c’è chi interviene proponendo per la frazione, tra il serio ed il faceto, nomi pacificatori come “Marina di Solvay” o “Rosignano di sotto”.
Commenti il più delle volte motivati, per spiegare i pro e i contro di questa proposta lanciata nel 2013 dall’Unione albergatori e da alcuni commercianti e che, evidentemente, non è mai stata abbandonata.
Nel dibattito interviene anche Edina Regoli, direttrice del Museo Archeologico di Rosignano Marittimo che su facebook scrive: «Rosignano Solvay medita di modificare il proprio nome abolendo “Solvay”, ossia il nome del suo fondatore. Se tutti dall’epoca etrusca in poi avessero agito con la stessa logica abolendo i toponimi prediali (quelli che derivano cioè dal nome di un personaggio o di una famiglia, la maggior parte dei paesi e delle città toscane (e non solo) si chiamerebbero diversamente».
Chi si appella alla storia, al valore identitario di questo paese nato e cresciuto attorno alla fabbrica che, fino a qualche anno fa, dava lavoro alla quasi totalità di chi risiede a Rosignano e dintorni. C’è chi invece ne fa una questione ambientale e snocciola dati sull’inquinamento. Chi propone progetti più ampi per risollevare il turismo di questa fetta di territorio perché «dopo aver cambiato nome le mancanze strutturali, l'inadeguatezza di alcune infrastrutture e la fabbrica resteranno li». E dunque si richiede un progetto organico per rilanciare Rosignano. C’è chi invece è convinto che Rosignano Solvay sia conosciuta e apprezzata anche fuori dalla Toscana proprio per le Spiagge Bianche e chi invita a guardare ad altre cose (marciapiedi rotti, lampioni spenti, buche nelle strade, eventi da programmare, servizi più qualificati..), per rilanciare il nome della frazione. Tra i motivi di chi si esprime a favore del cambio di nome o comunque a localizzare la parte a mare di Rosignano aggiungendo quel “marina” che porterebbe alla mente dei turisti spiagge e sole, spicca proprio l’abbinamento tra Solvay e fabbrica. «Rosignano Solvay è fuorviante – scrive su Facebook Barbara Rossi – perché il turista lo associa a inquinamento e rinuncia a priori. Ernesto Solvay è la nostra storia, la fabbrica è stata la nostra occasione di nascita ma da molti anni Rosignano si è dovuta reinventare per esistere e resistere a prescindere dalla fabbrica». Sono mutate le condizioni economiche e sociali del territorio: «i dati sul turismo parlano chiaro – scrive Enrico Colombaioni – nel 2012 anno di crisi del settore le presenze sulla costa degli Etruschi sono aumentate e il dato più alto di crescita è proprio quello di Rosignano».
Poi i dati benevoli della Goletta Verde proprio in quel tratto di mare di Rosignano. E proprio Colombaioni propone la costituzione di un gruppo di lavoro per rilanciare questo pezzo di territorio che vede ala presenza anche di un porto Turistico. «La proposta – dice Domenico Chiste – deve unire e non dividere. Deve unire soprattutto gli operatori turistici della costa, non solo quelli di Rosignano, bisogna fare sistema. Il turista che arriva a Castiglioncello o a Vada, gira tutto il territorio. Dunque ben venga il gruppo di lavoro per ragionare sui problemi a tutto campo». La speranza di chi è favorevole a cambiare il nome alla frazione o comunque localizzare quel tratto di costa, è quella di rilanciare a livello di marketing il settore turistico ricettivo e magari, perché no, accaparrarsi quella Bandiera Blu che sventola sui pennoni degli stabilimenti balneari di Vada, del porto turistico che a Rosignano Solvay si trova e proprio a pochi metri dagli stabilimenti balneari, e sulle spiagge di Castiglioncello.
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