Il Tirreno

Il Sert dentro all’ospedale la richiesta degli operatori

di Manolo Morandini
Il Sert dentro all’ospedale la richiesta degli operatori

Le ragioni del possibile trasloco in una lettera al Comune e Società della salute L’attuale struttura è decentrata rispetto ai servizi sanitari e troppo isolata

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CECINA. Decentrato rispetto ai servizi sanitari e troppo isolato per garantire la sicurezza degli operatori. Questi i limiti evidenziati in una lettera che da mesi è sul tavolo del Comune di Cecina e della Società della salute Bassa Val di Cecina. La palazzina di via dell’Infanzia, alle spalle dello stadio di Cecina, dove ha sede il Sert, il servizio tossicodipendenze dell’Asl 6 di Livorno, per chi vi lavora non è più funzionale. La richiesta è di trasferire lo sportello e le attività all’interno dell’ospedale cittadino.

Chi entra nel circuito e viene seguito dal Sert per le prestazioni specialistiche e gli uffici amministrativi dell’Azienda sanitaria deve raggiungere l’ospedale. E la stessa strada devono percorrere le assistenti sociali o gli psichiatri per incontrare i pazienti in cura presso il Sert. Una distanza breve in cui i disagi si amplificano. Per esempio, può capitare che per un paziente con doppia diagnosi, seguito anche dai servizi psichiatrici, lo psichiatra non abbia la disponibilità dell’auto di servizio. A quel punto lui resta nelle sale dell’ospedale e il paziente confinato al Sert. Sia chiaro, non si tratta di cattiva volontà del medico, l’uso di mezzi propri per spostarsi richiede una complicata procedura e deve essere autorizzato. Così la consulenza salta, i tempi si allungano e i problemi si amplificano. E ciò anche perché tra chi arriva in cura al Sert non tutti hanno facilità di spostamento. Allo sportello fanno capo circa 250 pazienti, da Rosignano a Castagneto comuni collinari compresi.

Il documento mette in luce anche un altro aspetto. La collocazione in un’area decentrata rispetto all’ospedale, in una via residenziale, è un ostacolo per le persone a farsi avanti. Insomma, entrando dentro l’ospedale e avventurandosi nel dedalo dei corridoi è possibile che le persone si sentano meno in difficoltà ed esposte al rischio di venire etichettate. Del resto, la tossicodipendenza si è trasformata in un problema sanitario e solo in seconda battuta sociale. Chi assume sostanze stupefacenti in genere ne usa più di un tipo e tra questi ci sono giovani, imprenditori e artigiani. Un fenomeno trasversale, in cui si inseriscono anche le nuove dipendenze, come quella da gioco patologico.

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