Il Tirreno

Cambiare nome a Rosignano, da Solvay a Marina di Rosignano. Voi cosa ne pensate? Ditelo con un "Mi piace"

di Alessandra Bernardeschi
Cambiare nome a Rosignano, da Solvay a Marina di Rosignano. Voi cosa ne pensate? Ditelo con un "Mi piace"

La proposta: gli operatori turistici riportano alla ribalta l’idea di cambiare il nome della frazione, scollegandolo da quello dell’industria

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ROSIGNANO. Ritorna a bomba il dibattito sulla necessità, sentita da alcuni operatori, di cambiare il nome di Rosignano Solvay con “Rosignano a mare” o “Marina di Rosignano”. Una ricerca di identità diversa da quella della fabbrica, per l’area costiera della frazione più grande del territorio comunale, chiesta con forza dagli albergatori nel 2013 e poi, durante le elezioni amministrative, rimasta in sospeso.

«Eppure – dice Enrico Colombaioni, albergatore – tra coloro che a Rosignano lavorano nel settore turistico ricettivo, l’argomento è ancora discusso e la necessità di cambiare il nome alla frazione o identificare comunque un’area di territorio a vocazione balneare anche con un cartello marrone, è molto sentita».

Colombaioni, che anche attraverso i social rilancia questa proposta riaprendo un dibattito evidentemente mai sopito, puntualizza: «Non sono contrario alla fabbrica di cui Rosignano porta il nome, è solo una questione di brand. I turisti scelgono per le loro vacanze alberghi e territori su internet. Soprattutto i giovani; la zona a mare di Rosignano è una zona turistica e dunque sono maturi i tempi per caratterizzarla anche localmente abbinando il nome di Rosignano con il mare». Gli esempi non mancano e sono vicini, come Cecina mare o marina di Bibbona.

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La proposta di cambiare il nome della frazione fu lanciata dall’Unione Albergatori nel luglio del 2013 a pochi mesi dalle elezioni amministrative. Gli albergatori, ma con loro anche molti gestori di stabilimenti balneari, ristoranti e locali sul mare, chiesero che Rosignano fosse sganciata dal nome Solvay, ossia da colui che nel 1913 iniziò a costruire la fabbrica chimica e il villaggio che ancora oggi si trova adiacente alla stessa fabbrica. Una proposta che, da subito, fece discutere i cittadini che si divisero tra favorevoli e contrari. Seguirono dibattiti pubblici e incontri con il sindaco Alessandro Franchi e l’allora assessore al turismo Luca Agostini. Poi le elezioni amministrative che riconfermarono Franchi a sindaco. Da oltre un anno il silenzio. Come se la proposta fosse caduta nel dimenticatoio.

Evidentemente, anche a leggere i commenti su Facebook, così non è: trascorsa l’estate si torna a discutere su questa possibilità. Cercando, forse, di mandare un segnale all’amministrazione. «Personalmente – dice l’assessore al turismo Licia Montagnani – non sono favorevole a cambiare il nome di Rosignano Solvay; penso, infatti, che rinnegare le origini di un paese sia sbagliato. Anzi, cercherei di valorizzare ciò che Solvay, anche a livello di architettura (dalla città giardino al teatro) compresa quella industriale, ci ha lasciato. Sono invece favorevole alla creazione della località “Marina di Rosignano” così come esistono Caletta o Portovecchio. La proposta lanciata da alcuni operatori va condivisa e sono certa che non ne mancherà l’occasione».

Un percorso che chiede abbia inizio anche Domenico Chiste dell’Unione Commercio e Turismo: «Mesi fa abbiamo deciso di non ricorrere al referendum – ha detto – per non dividere la cittadinanza. Ciò che chiediamo è che siano messi cartelli color marrone con la scritta “Rosignano a mare” o “Marina di Rosignano” nella zona a mare della frazione, così come esiste il cartello “Polveroni” a Vada. Sappiamo che ci sono anche altri problemi da affrontare ma questa proposta è più importante per il turismo di quello che molti oggi pensano».

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