Il Tirreno

Chiazza in mare al largo delle Spiagge bianche, allarme inquinamento

Anna Cecchini
Chiazza in mare al largo delle Spiagge bianche, allarme inquinamento

Rosignano, cittadini indicano uno sversamento spumoso. L'assessore Daniele Donati: «Nessuna situazione critica»

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ROSIGNANO. Allarme per una grande chiazza bianca nel mare al largo di Rosignano. Numerose le segnalazioni di cittadini che, nel pomeriggio di sabato, si trovavano a bordo di imbarcazioni e, passando nel tratto di mare antistante la porzione sud delle Spiagge bianche, hanno notato lo strano fenomeno.

Alcuni lettori hanno anche fotografato la chiazza, descrivendola come una sorta di contenuta eruzione di materiale schiumoso e bianco in risalita dal fondale verso la superficie marina.

I cittadini si sono allarmati, temendo che il fenomeno potesse essere da correlare a scarichi provenienti dal vicino stabilimento Solvay o all’attività dell’altrettanto vicino depuratore.

Dalle descrizioni fatte da chi era in barca e ha osservato il fenomeno da vicino, sembra che la chiazza non contenesse materiali di alcun tipo (almeno visibili a occhio nudo), ma apparisse più come una schiuma in veloce risalita dal basso verso l’alto. Lo sversamento appariva come un prodotto schiumoso, che, almeno stando alla descrizione di chi lo ha segnalato, non emanava odori particolari.

Fatto sta che il fenomeno ha messo in allarme chi nel pomeriggio di sabato si trovava a transitare al largo delle Spiagge bianche e, improvvisamente, ha visto la propria imbarcazione passare sopra l’ampia chiazza spumosa.

Un fenomeno che, stando all’amministrazione comunale, non ha comportato alcun pericolo. «Non ho avuto segnalazioni - spiega il vicesindaco Daniele Donati - in questo senso. Anche da Arpat o altri soggetti non sono state indicate situazioni di criticità».

Quanto alla provenienza dello sversamento spumoso, Donati riflette sul fatto che se anche la chiazza fosse da collegare allo scarico del depuratore non ci sarebbe niente di allarmante.

«Se anche provenisse - spiega - dal depuratore si tratterebbe di una manovra senza alcuna criticità». Talvolta, in caso di eccessivo carico o per motivi tecnici dell’impianto, «viene utilizzato il bypass, che arriva circa a un km dalla costa, ma al momento non ci sono segnalazioni in questo senso», assicura il vicesindaco.

E comunque, sottolinea ancora Donati, «anche se fosse questa la spiegazione non ci sarebbe motivo per allarmarsi, dato che si tratta di una procedura normale, e prevista in casi di sovraccarico, che non comporta criticità particolari».

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